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Interviste

 

GEOFISICA: THE CORE, UN FILM CHE ESAGERA CON LA FANTASCIENZA

ll regista Jon Amiel dopo Entrapment ('99), The Man who knew too little('97), Copycat ('95), Sommersby ('93) e altre regie minori, esagera con la fantascienza in The Core.

Copper Layne, produttore e scenografo, ha avuto l'idea di "The Core" mentre assisteva a una eruzione vulcanica alle Hawaii. "Vedendo il magma incandescente sprofondare nell'oceano,ha pensato a quanto sarebbe appassionante entrare nel vulcano e scendere verso il centro della Terra, attraverso il nucleo liquido del pianeta".

La storia che e` nata da questa idea è molto semplice e altamente inverosimile. Il nucleo della Terra smette di ruotare su sè stesso.
Il campo magnetico terrestre, di conseguenza, si spegne, provocando una spettacolare serie di incidenti in tutto il mondo.
Il gruppo di scienziati subito convocati dal governo americano trova comunque una soluzione: inviare una capsula abitata al centro del pianeta, e provocare una serie di reazioni nucleari a catena per riattivare la rotazione del nucleo e salvarci dalla distruzione.

Andrea Morelli studia il nucleo e il mantello terrestre. Anni fa, ad Harvard, ha lavorato con Adam Dziewonski, uno dei pionieri di questa disciplina, e al cui lavoro "The Core" sembra essere parzialmente ispirato. Oggi vive a Roma, dove e` dirigente di ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia.
Gli abbiamo chiesto:

I progetti finanziati all'ultimo minuto sono una realtà in Italia come nel film, infatti la rete sismica nasce dopo il disastro Irpinia. Conferma?

Morelli

Una differenza sostanziale c’è: l’evento immaginato nel film (assolutamente impossibile nella realta’) è presentato come completamente imprevedibile. Dunque l’umanita’ non poteva organizzarsi ad affrontarlo in anticipo. La storia sismica italiana è (ed era) invece ben nota, e sappiamo benissimo dove potranno avvenire terremoti in futuro: abbiamo la possibilita`
di prepararci.

Perché la terra ruota?

Morelli

La rotazione terrestre deriva dalla formazione della nostra galassia e del sistema solare, quando la materia in moto vorticoso si è ammassata a formare stelle e pianeti, che stanno ancora proseguendo
le loro corse orbitali e i movimenti di rotazione attorno al loro asse per semplice inerzia

Ha sempre ruotato?

Morelli

Si, certo. E si direbbe che la velocita` di rotazione un tempo fosse piu` alta, e oggi stia diminuendo. Dati derivati dallo studio dei fossili mostrano che milioni di anni fa gli anni avevano piu' giorni.
E poi la velocita' di rotazione, che a noi sembra cosi' regolare, in realta' ha anche delle piccole variazioni, su scale di tempo molto piu` brevi. Per questo la durata del giorno è variabile, anche se solo di pochi millesecondi.
La spiegazione di questo effetto sta nelle interazioni tra la rotazione della parte solida del nostro pianeta, e i movimenti delle masse di gas che ne costituiscono l'atmosfera.

Nel film viene fatta una distinzione tra la rotazione della terra nel suo insieme e la rotazione della sua parte centrale, del suo "nucleo".

Che cos'é veramente il nucleo?
E' possibile nella realtà che i due fenomeni siano effettivamente indipendenti?

Morelli

3000 km sotto i nostri piedi finisce la parte della Terra costituita da rocce simili a quelle che vediamo in superficie, e il materiale di cui è fatta la parte centrale del pianeta, il nucleo appunto, è ferro, allo stato liquido per via delle altissime temperature. Questo ferro liquido si muove vorticosamente all'interno della Terra, come l'acqua in un secchio che viene fatto ruotare, ma in un modo molto piu' complicato e muovendosi genera il campo magnetico. Sono questi moti fluidi che nel film si fermano e vengono riattivati con le esplosioni (in una costruzione molto di fantasia che contrasta, in realta', con le leggi della fisica). In questa parte centrale della Terra, che arriva fino alla meta' del suo raggio, proprio al centro della Terra, c'è una piccola sfera solida (il nucleo interno)
che fu scoperta nel 1936 da una sismologa danese, Inge Lehmann, e la cui esistenza fu definitivamente dimostrata solo nel 1971 da A. M. Dziewonski.

Si può ipotizzare che, nel corso della storia della Terra, si sia mai realizzato un fenomeno simile a quello descritto nel film?

Morelli

No. Il lento rallentamento del moto di rotazione terrestre portera', tra centinaia di milioni di anni,
alla fine della rotazione. La Terra girera' attorno al sole piu' o meno come la Luna gira attorno alla Terra, rivolgendogli sempre la stessa faccia. Il campo magnetico terrestre, che è alimentato dai moti di rotazione presenti nel nucleo liquido, si spegnera'. Ma sara' un processo graduale e, presumibilmente, l'umanita' sara' da molto tempo estinta.

Nel film il campo magnetico terrestre sta scomparendo.
Stando ai personaggi di "The Core", in assenza di campo magnetico saremmo in balia delle radiazioni solari, tutti gli aerei si schianterebbero al suolo, tutti i dispositivi elettronici salterebbero.


(Risponde Antonio Meloni, che e`dirigente di ricerca.all’. Ist Naz di Geofisica e Vulcanologia)
Il problema é un po' più complesso.
Le variazioni più rapide del campo magnetico, sono di origine esterna alla Terra. Possono essere dovute a violente esplosioni sul Sole, brillamenti (flares) o emissioni di massa coronale (CME), causa primaria delle tempeste magnetiche e aurore polari che osserviamo sulla terra. Queste perturbazioni sono pericolose, soprattutto ad alte latitudini. Possono causare interferenze nelle telecomunicazioni, danni alle centrali di trasformazione dell'energia elettrica, e danni ai satelliti, fino a mettere in pericolo la salute degli astronauti.

Il campo magnetico può cambiare?

Meloni

Il campo magnetico è già soggetto a una lenta variazione, chiamata "secolare".
Negli ultimi due secoli ha mostrato una regolare diminuzione di intensità del 7-8%
dai tempi di Gauss, il fisico tedesco che per primo ne identificò le caratteristiche, a oggi.
Continuando di questo passo, il campo magnetico scomparirà nel giro di un millennio.

Vorrebbe dire che i valori del campo magnetico hanno alti e bassi?

Meloni

Secondo i paleomagnetisti (così si chiamano gli studiosi del magnetismo delle rocce) al tempo della nascita di Cristo il campo era almeno del 50% più intenso di quello di oggi. Ma solo poco prima dell'epoca in cui sono state costruite le Piramidi, era ancora più basso del suo valore attuale.


C.S. del 19 maggio 2003

Ufficio Comunicazioni Esterne
(Dott.ssa Sonia TOPAZIO)




LA IONOSFERA TERRESTRE SARA' INFLUENZATA DALL'AVVICINARSI DEL PIANETA MARTE?

Il prossimo 27 agosto il pianeta Marte sarà vicino alla terra come mai lo è stato negli ultimi 60000 anni , tra gli altri fenomeniche verranno studiati c’è il possibile effetto del pianeta sulla ionosfera terrestre. Ne parliamo con il dott. Bruno Zolesi Dirigente di ricerca dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Dott. Zolesi ci vuole spiegare di quale fenomeno si tratta?

Circa 20 anni fa due ricercatori tedeschi, Harnischmacher e Rawer, osservarono deboli variazioni nelle caratteristiche densità della ionosfera terrestre, provocate dall’avvicinarsi di Giove e di Venere nonché dall’effetto combinato dei due pianeti.
Tale fenomeno fu scoperto mentre cercavano di descrivere l’ effetto gravitazionale della Luna sulla Ionosfera così come i già ben noti effetti di marea su tutta l’atmosfera ed ovviamente sul mare.

Ci potrebbe descrivere brevemente cosa è la ionosfera?

La Ionosfera è quella parte dell’alta atmosfera terrestre che si estende da circa 60 ad oltre 1000 chilometri di quota ed è caratterizzata da una forte concentrazione di ioni ed elettroni liberi, generati principalmente dalla radiazione ultravioletta proveniente dal Sole.

Che tipo di esperimenti si condurranno in coincidenza di questo evento astronomico?

Per rilevare queste debolissime variazioni nei prossimi due mesi sarà misurata con grande accuratezza la densità elettronica della ionosfera terrestre attraverso speciali radar chiamati ionosonde.

Da alcuni giorni infatti nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si sta conducendo, in collaborazione con altre istituzioni scientifiche internazionali, una serie di radiosondaggi nella ionosfera per confermare se l’ avvicinarsi di Marte alla Terra potrà influenzare anche la Ionosfera, provocando variazioni periodiche nella sua densità.

Il pianeta Marte e osservabile anche con un semplice binocolo e quando?

Certamente, ma è anche osservabile ad occhio nudo dopo le undici di sera a partire da oriente, è già molto luminoso.



intervista rilasciata a Carlo Bravetti per TG Iso Radio Rai




Intervista a Roberto Bencini - Ricercatore dell'INGV

All’indomani del black out del 28 settembre rispunta il partito del nucleare per aumentare la capacità di generazione elettrica in Italia: lei cosa ne pensa?

Certamente il black out ha messo in evidenza il vecchio problema dell’approvvigionamento energetico del paese. Io ritengo che il nucleare abbia un costo sociale troppo alto soprattutto in termini di scorie residuali, per cui mi sembra improponibile. La soluzione ideale sarebbe il ricorso a fonti energetiche rinnovabili ad emissioni zero. Purtroppo il costo attuale delle fonti rinnovabili è troppo elevato ad eccezione dell’idroelettrico di cui però è pressoché impossibile l’ulteriore sviluppo in Italia. Rimane quindi solo l’ulteriore uso di fonti fossili, cioè gas naturale, petrolio e carbone.

E’ vero che bruciare idrocarburi e carbone produce effetto serra?

Certamente, purtroppo questo sembra inevitabile, ma in questi giorni stanno arrivando i risultati di programmi di ricerca internazionale sulla validità di una nuova tecnologia che permette di rimandare l’anidride carbonica al “mittente”. Vorrei spiegare che la CO2 è il principale gas che provoca l’effetto serra e che in quantità esagerate provoca cambiamenti climatici indesiderati, in effetti il carbone produce più CO2 del petrolio o del gas naturale.

Qual è in pratica la soluzione?

La risposta potrebbe sintetizzarsi nel maggior ricorso al carbone, la fonte fossile a minor costo e meno soggetta a rischi geo-politici, a condizione però che si seppellisca in adatte formazioni geologiche profonde la CO2 prodotta. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha avviato da tempo progetti di ricerca sulla validità di questa tecnica rivoluzionaria, e sono molto contento di poter dire che stanno arrivando risultati molto incoraggianti.

Qual è il ruolo delle rinnovabili?

Le fonte energetica rinnovabile rimane quella ideale, anche se la possibilità di ulteriore sviluppo in Italia e in Europa sembra limitata e rimane da vincere la battaglia della riduzione dei costi di produzione elettrica. In attesa dello sviluppo di nuove tecnologie in questo settore, non rimane che confinare sottoterra i gas clima-alteranti derivanti dall’uso dei combustibili fossili tradizionali.

intervista rilasciata a Carlo Bravetti per TG Iso Radio Rai




Un nostro ascoltatore ci ha chiesto la differenza che intercorre tra la scala Mercalli e la scala Richter e noi abbiamo intervistato il Dott. Alberto Frepoli, ricercatore all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, esperto di sismologia.

Si, è improprio parlare di scala Richter ma bisogna parlare di magnitudo Richter perché con la magnitudo Richter si misura l’energia liberata da un terremoto. Per la precisione il valore di magnitudo è un numero puro che si ricava matematicamente da una formula partendo dalle ampiezze delle onde sismiche registrate dai sismotetri. In questo modo viene quantificata l’energia liberata da un terremoto. La magnitudo Richter è quindi una grandezza fisica e non è un valore d’intensità.
Con la scala Mercalli si ha una stima degli effetti provocati sull’ambiente, sulle cose e sull’uomo.
Essa per convenzione è ripartita in dodici gradi; ad ogni grado corrisponde una descrizione degli effetti del terremoto. Non si ha quindi una quantificazione dell’energia del terremoto bensì una semplice descrizione degli effetti che questo ha provocato.


intervista rilasciata il 15 ottobre 2003 a Monica Sala per l'Ora del perché (Radio Monte Carlo)



Ci colleghiamo con l’Antartide con noi il ricercatore Luis Gaia.
Ben Trovato su Iso Radio Rai.

Ciao, grazie mille

Siete in Antartide e sapete dove?

Siamo esattamente nell’isola di Ross e ci troviamo a 78° di latitudine sud e siamo venuti qui per studiare il campo magnetico della terra e siamo qui da dieci giorni e resteremo ancora per qualche giorno a fare misure di campo magnetico che proviene dalla crosta terrestre.

E come stanno andando i vostri studi?

Abbastanza bene, veramente siamo contenti, ieri abbiamo finito la prima parte del nostro lavoro, e il nostro lavoro si basa nel fare misure del campo magnetico terrestre dall’aria; allora ieri siamo stati sul tuinoter che sarebbe un aeroplanino e abbiamo sorvolato tutta la zona vulcanica dove si trova quest’isola di Ross e tra qualche giorno inizieremo a sorvolare quest’area ma su un elicottero e saremo molto più vicini al suolo. Le misure stanno andando molto molto bene.

E le condizioni del tempo come sono?

E qui non sono ottime le condizioni per lavorare perché fa abbastanza freddo.

Quanti gradi?

Ad esempio, pensate che la temperatura è sui 15 ° sotto zero che è quella che trovi sul termometro, però poi devi aggiungere anche il vento e diciamo che la temperatura che sente il corpo è sui 30° sotto zero.

Come riuscite a difendervi dal freddo?

Devi vestirti come quello che si dice una cipolla, cioè devi metterti degli strati di roba ad esempio prima di tutto devi indossare qualcosa di leggero che trattenga il calore del corpo, poi devi metterti un affare per difenderti dal tempo, poi un’altra cosa per difenderti dall’umidità, dalla neve, cioè praticamente sembri una cipolla. Ci impieghi dieci minuti quando devi toglierti tutto e metterti il pigiama per andare a letto.

Questa è Iso Radio Rai, siamo collegati con l’Antartide con Luis Gaia ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

Siamo quattro persone, il leader della nostra squadra è il Dott. Massimo Chiappin e adesso non si trova qui con me, stà lavorando e c’è anche Francesco Pongetti sempre INGV e Alessandro Pignatelli e devo dire che non siamo nella base italiana, siamo nella base americana di Mc Murdor, è una base che è la più grande dell’Antartide con più di mille persone e in questo momento noi siamo gli unici italiani.

A parte il lavoro, come si svolge il resto della giornata?

Praticamente questi giorni sono solo di lavoro, veramente, perché diciamo stiamo lavorando tantissimo perché dobbiamo sistemare tutta la strumentazione, metterla sull’aereo, poi smontarla, analizzare i dati e così…e praticamente stiamo lavorando 24h /24, però questa essendo una base così grande ci sono un sacco di attività da fare ad esempio c’è un caffè dove andare a parlare con altra gente dopo cena, puoi vedere dei films, puoi andare in palestra se hai bisogno di correre o fare degli esercizi e così via, è come una piccola città e puoi fare le stesse cose che fai in Italia ad esempio.

Ecco spieghiamo a chi ci ascolta l’importanza della vostra missione di ricerca in Antartide, in parole semplici.

Noi con il magnetismo, quello che proviamo a fare è vedere quello che non riusciamo a vedere con altri metodi, ad esempio con le nostre misure magnetiche noi riusciamo a trovare strutture che si trovano sotto il ghiaccio, che si trovano sotto mare, per esempio noi con le nostre misure possiamo ritrovare, che ne so….da un vulcano che si trova sotto il mare a un deposito di metalli, cose del genere, cioè noi praticamente quello che facciamo è fare un sondaggio di quello che si trova sotto la superficie terrestre attraverso le misure del campo magnetico e questo ovviamente serve da un punto di vista geofisico, da un punto di vista dei rischi naturali e così via.

Ringrazio Luis Gaia, ringrazio anche il responsabile della spedizione Massimo Chiappini dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che non abbiamo sentito perché impegnato in un volo.

Quante ore di differenza ci sono con l’Italia?

Esattamente ci sono dodici ore con l’Italia.

Grazie.

intervista rilasciata il 25 novembre 2003 a Carlo Bravetti per Iso RadioRai



Perchè l'Antartide è considerato una sorta di continente dei misteri?

Prima di essere misterioso l'Anatartide è un Continente degli estremi, infatti in Antartide abbiamo registrato le temperature del pianeta a meno ottantanove virgola due gradi centigradi e i più forti venti, trecento, trecentoventi chilometri all'ora e inoltre è uno dei Continenti più secchi. Un vero deserto. L'ultimo dei misteri rimane la presenza di vita all'interno dei laghi sub glaciali. In questi ambienti così estremi, trecento atmosfere di pressione, oscurità, mancanza di alimenti e di basse temperature (meno due gradi) si possono essere conservati degli archeobatteri che potrebbero aver generato nuove linee evolutive o potrebbero essersi formate ex-novo delle singolari forme di vita, sempre batteriche, quindi è giustificato il notevole interesse degli esobiologi o e astrobiologi.


16 dicembre 2003

Intervista al Dott. Cesidio Bianchi rilasciata a Radio Montecarlo