Terremoti, un
osservatorio sottomarino nel golfo di Catania
a cura di Carlo
Bravetti
Nasce a Catania e comincia a
diventare operativo, collegato con gli strumenti a terra, il
primo osservatorio sottomarino abissale in Europa per
ricerche cosmiche e geofisiche, nato grazie alla sinergia tra
l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e
l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
(Ingv). Il sistema e' stato presentato ufficialmente il 3
maggio nei laboratori nazionali del sud dell' Infn di Catania.
Le operazioni di installazione e connessione al cavo
sottomarino hanno reso possibile l' attivazione della
stazione di prova del telescopio sottomarino per
neutrini Nemo dell' Infn e la trasmissione a terra in tempo
reale dei dati raccolti dall' osservatorio multiparametrico
geofisico e ambientale Submarine Network-1 (Sn1) installato
dall' Ingv.
Il laboratorio sottomarino Nemo-Sn1 e'
localizzato a 25 chilometri al largo dell' Etna ad
oltre 2.000 metri di profondita', creando una
infrastruttura unica in Europa per ricerche in ambiente
estremo. La scelta di posizionare il Laboratorio Nemo-Sn1 a
largo della Sicilia
orientale nasce dalla convergenza di interessi tra l'Infn,
interessato alla realizzazione di una stazione di prova per
prototipi di un telescopio sottomarino per neutrini, e dell'
Ingv. L' area e' stata interessata da alcuni tra i piu' forti
terremoti e maremoti che hanno colpito il territorio italiano,
per cui il Laboratorio e' il primo nucleo della rete per il
monitoraggio degli tsunami nel Mediterraneo, annunciato a Kobe
dall' Ingv con il nome di SuperMedNet. Ne parliamo oggi su
Isoradio in compagnia del Presidente dell'Istituto Nazionale
di Geofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi (nella foto
sotto), ospite ai microfoni di Carlo Bravetti nello spazio
Isoflash in onda alle 18 e
30.
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