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Terremoti, a
Catania li studierà "Nemo" Il
primo osservatorio sottomarino abissale in Europa per ricerche
cosmiche e geofisiche, nato grazie alle sinergie tra
l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l'Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è stato
collegato con gli strumenti a terra e comincia a diventare
operativo. L'attivazione del sistema sarà presentata alla
stampa il 3 maggio prossimo nei laboratori nazionali del sud
dell'Infn di Catania.
Le operazioni di installazione e
connessione al cavo sottomarino hanno reso possibile
l'attivazione della stazione di prova del telescopio
sottomarino per neutrini Nemo dell'Infn e la trasmissione a
terra in tempo reale dei dati raccolti dall'osservatorio
multiparametrico geofisico e ambientale Submarine Network-1
(Sn1) installato dall'Ingv. Il laboratorio sottomarino
Nemo-Sn1 è localizzato a 25 chilometri al largo dell'Etna a
oltre 2.000 metri di profondità, creando una infrastruttura
unica in Europa per ricerche in ambiente estremo.
La
scelta di posizionare il Laboratorio Nemo-Sn1 a largo della
Sicilia orientale nasce dalla convergenza di interessi tra
l'Infn, interessato alla realizzazione di una stazione di
prova per prototipi di un telescopio sottomarino per neutrini,
e dell'Ingv. L'area è stata interessata da alcuni tra i più
forti terremoti e maremoti che hanno colpito il territorio
italiano, per cui il Laboratorio è il primo nucleo della rete
per il monitoraggio degli tsunami nel Mediterraneo, annunciato
a Kobe dall'Ingv con il nome di SuperMedNet. Alla conferenza
stampa interverranno i presidenti dei due enti di ricerca Enzo
Boschi e Roberto Petronzio, Emilio Migneco, direttore dei
laboratori nazionali del Sud, Paolo Favali dirigente di
ricerca, responsabile delle attività marine dell'Ingv.
pubblicato da la redazione 10.25
il 02/05/2005 |