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Inaugurato il laboratorio sottomarino a caccia di neutrini e
terremoti. È situato al largo di Catania

Il primo osservatorio sottomarino abissale in
Europa per ricerche cosmiche e geofisiche, nato grazie alle sinergie tra
l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e l'Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è stato ufficialmente presentato alla
stampa il giorno 3 maggio 2005, alle ore 11:30, presso i Laboratori
Nazionali del Sud dell'Infn a Catania. Le operazioni di installazione e
connessione al cavo sottomarino hanno reso possibile l’attivazione della
stazione di prova del telescopio sottomarino per neutrini Nemo dell'Infn e
la trasmissione a terra in tempo reale dei dati raccolti dall'osservatorio
multiparametrico geofisico e ambientale Submarine Network-1 (Sn1)
installato dall'Ingv. Il Laboratorio sottomarino Nemo-Sn1 è localizzato a
25 chilometri al largo dell'Etna ad oltre 2.000 metri di profondità ed è
una infrastruttura unica in Europa per ricerche in ambiente estremo. La
scelta di posizionare il Laboratorio Nemo-Sn1 a largo della Sicilia
orientale nasce dalla convergenza di interessi tra l'Infn, impegnato nella
realizzazione di una stazione di prova per prototipi di un telescopio
sottomarino per neutrini, e l'Ingv. L'area è stata interessata da alcuni
tra i più forti terremoti e maremoti che hanno colpito il territorio
italiano, per cui il Laboratorio è il primo nucleo della rete per il
monitoraggio degli tsunami nel Mediterraneo, annunciato a Kobe dall'Ingv
con il nome di "SuperMedNet". Alla conferenza stampa sono intervenuti
Enzo Boschi, presidente dell’Ingv, Roberto Petronzio, presidente
dell’Infn, Emilio Migneco, direttore dei Laboratori Nazionali del Sud,
Paolo Favali, responsabile delle attività marine dell'Ingv.
Il
cavo elettro-ottico era già stato precedentemente steso nel settembre del
2001 dall'Infn. A gennaio del 2005 è stato recuperato, utilizzando
Pertinacia, una nave posacavi dell'Elettra Tlc (Gruppo Telecom), allo
scopo di installare speciali pannelli forniti di connettori sottomarini.
Nello stesso tempo sono stati posizionati sul fondale l'osservatorio Sn-1
e una stazione di monitoraggio acustico. La connessione delle
strumentazioni al cavo è stata eseguita utilizzando robot sottomarini (Rov
- Remote Operated Vehicle). Il collaudo della funzionalità dei robot in
questo tipo di installazioni sottomarine, che si svolgono a pressioni di
centinaia di atmosfere, è un passo essenziale nello sviluppo del progetto
Nemo. Utilizzando le procedure messe a punto in questa occasione saranno
successivamente connessi al cavo e collaudati entro il 2006 i prototipi
dei componenti principali del telescopio sottomarino per neutrini.
L'osservatorio Sn-1 realizzato sulla base dell'esperienza acquisita
dall'Ingv in ambito dei progetti europei Geostar e grazie all'interazione
con l'industria italiana, come la Tecnomare S.p.A. (corporate del gruppo
Eni) tra il 2000 e il 2002 nell'ambito di un progetto coordinato dall'Ingv
e finanziato dal Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (Gndt), è
equipaggiato con vari sensori che includono un sismometro a tre componenti
del tipo "larga banda", un gravimetro, un magnetometro scalare e un
idrofono.
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 da sinistra Emilio Migneco, direttore dei
Laboratori Nazionali del Sud dell'Infn, Roberto Petronzio presidente Infn,
Enzo Boschi, presidente Ingv e Paolo Favali, responsabile laboratorio Sn-1
Ingv
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