iten

Social header

ICONA Facebook666666 ICONA Flickr666666 ICONA Youtube666666 ICONA twitter666666    beta version

Italia

Prosegue la mostra interattiva TERREMOTI alla Fiera del Mare di Genova.

Visto il grande successo di pubblico, prosegue la mostra interattiva "Terremoti", realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in occasione del Festival della Scienza e inaugurata il 25 ottobre, alla Fiera del Mare di Genova, Padiglione D.

La mostra dedicata ad uno dei più drammatici fenomeni naturali che interessano il territorio italiano, è un viaggio nella scienza e nella storia alla scoperta dei segreti della Terra che trema.

Si tratta tuttavia di un viaggio da vivere, non da leggere e guardare, in cui ogni tappa sarà per il visitatore l'occasione di un'esperienza in prima persona. Video, macchine interattive e giochi permetteranno infatti a tutti di "toccare con mano" (e capire) le immense forze che modificano senza sosta il nostro pianeta. Forze che si potranno vedere all'opera "in diretta" in una Sala Sismica vera, dove ogni giorno giungono i segnali dei terremoti grandi e piccoli che avvengono in Italia e nel mondo. E' proprio qui che vengono determinati epicentro e forza del terremoto da comunicare tempestivamente alla Protezione Civile.

TERREMOTI è un progetto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, coordinato dal Gruppo Locale di Indirizzo per le Attività Divulgative e Didattiche e realizzato da "Mizar per la divulgazione scientifica".

La mostra resterà aperta tutti i giorni fino al 22 novembre, ore 9.00-18.00, alla Fiera di Genova - Padiglione D - Piazzale John Fitzgerald Kennedy.

C.S. del 29 ottobre 2003




Gruppo Locale di Indirizzo per le Attività Divulgative e Didattiche
INGV-ROMA

Il ponte non si può fare. E perché no?

Il 16 e i1 17 ottobre 2003 in una conferenza dal titolo:"Faglie e attività sismica nell'arco regonale Calabro-Peloritano" i migliori esperti italiani e stranieri si sono riuniti al Palacongressi Sala Auditorium di Taormina per discutere del contesto geologico in cui sorgerà il più grnde progetto di ingegneria che sarà realizzato tra Scilla e Cariddi: il ponte di Messina. L'ultimo intervento strutturale importante è datato anni 60 con l'autostrada del Sole apprezzato da tutto il mondo.
I temi della conferenza vertono soprattutto sullo studio degli effetti del disastroso evento sismico del 1908. Viene naturale domandarsi se vale la pena costrure un ponte su una zona sismica come quella calabro-sicliana. Il Prof. Stefano Gresta, docente di sismologia all'Universita di Catania, ci risponde che "E' un area in cui si verificano importanti lenti movimenti, oggetto di indagini geologiche e geofisiche, essi indicano valori di sollevamento medio di qualche mm all'anno, questo significa che dal punto di vista del ponte il fenomeno potrebbe diventare rilevante solo tra qualche centinaia di anni proprio per effetto cumulativo dei lenti sollevamenti. IL ponte sarà costruito in grado di resistere alle massime sollecitazioni prevste per l'area". E in caso di terremoto confrontabile a quello del 1908, che cosa accadrebbe? Abbiamo ancora chiesto al Prof. Gresta. "E' improbabile il ripetersi d un evento sismico come quello del 1908, ma se dovesse accadere le deformazioni associate renderebbero impraticabili le altre strutture, per es la viabilità ordinaria salterebbe completamente, ma il ponte rimarrebbe in piedi e poi è un' opportunità scientifica e anche un opportunita per approfondire delle riceche specifiche che solo con i finanziamenti del ponte potrebbero aver vita" E' un momento proficuo per un confronto con gli scienziati stranieri e sarà una grande opera come da tento tempo non se ne fanno in Italia e forse anche nel mondo.

C.S. del 16 ottobre 2003

Ufficio Comunicazioni Esterne
(Dott.ssa Sonia TOPAZIO)


New Technologies in Geophysics, Geomechanics and Volcanology

L’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) sezione di Napoli comunica che nei giorni 18-20 Settembre 2003 avrà luogo un Workshop internazionale dal titolo ‘New Technologies in Geophysics, Geomechanics and Volcanology’, nel quale saranno illustrate, da esperti Italiani e stranieri, le nuove tecnologie applicate al monitoraggio ambientale, per la mitigazione dei rischi naturali in Italia ed in particolare nelle aree sismiche e vulcaniche della Campania. Il Workshop è co-sponsorizzato dall’INOA (Istituto Nazionale di Ottica Applicata), dalla società di tecnologie ingegneristiche D’Appolonia srl e dall’Amministrazione Provinciale di Napoli. La giornata di apertura, 18 Settembre, si terrà nell’edificio Borbonico dell’Osservatorio Vesuviano, in Via Osservatorio Ercolano (NA), le altre due giornate si terranno al Castel dell’Ovo (Sala Attigua) in Napoli. Durante la manifestazione sarà inoltre presentato un ipertesto divulgativo sul rischio Vesuvio, preparato sulla base dei risultati del recente Workshop ‘Vesuvio, dentro il Vulcano’, organizzato a Maggio 2003 dall’Osservatorio Vesuviano-INGV.

C.S. del 12 settembre 2003



Il Comitato Organizzatore: Giuseppe De Natale, Giuseppe Mastrolorenzo, Paolo De Natale, Claudia Troise, Sergio Vinciguerra, Titta Ricciardi

I numeri parlano chiaro: 11470 morti in Francia, 700 circa a Roma, 1360 in Portogallo per il caldo e l'afa insopportabili e a questo si affianca l'industria energetica che non risponde alle esigenze della popolazione; per quest'inverno allora che cosa ci si deve aspettare? Certo l'umanità non torna indietro, ha bisogno di energia, sempre di più. Eppure la soluzione ideale non è poi così difficile, basta pensare alle fonti energetiche totalmente rinnovabili, cioè quelle che non producono CO2, ma i burocrati rispondono che il costo è troppo elevato e che giustamente non è possibile averli nei prossimi decenni. Quindi? Lo abbiamo chiesto a Roberto Bencini che fa parte dello staff di ricerca sullo stoccaggio geologico del CO2 all'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia al workshop di due giorni, tra l'11 e il 12 Settembre 2003, sulle strategie europee in materia di cambiamento climatico, tenutosi presso la Fortezza da Basso a Firenze. Occorre andare avanti con le fonti fossili (carbone, petrolio, gas) che emettono CO2. Il carbone è però osteggiato perché produce più CO2 del gas, ma se si inietta la CO2 sottoterra, il problema non sussiste. Se si utilizzasse il metodo dell'iniezione di CO2 in formazioni geologiche profonde il nostro paese potrebbe utilizzare il carbone a buon prezzo con queste conseguenze: si diversificano politicamente le fonti energetiche, si riduce la dipendenza dal petrolio e dall'OPEC e si abbassa il costo dell'energia in Italia, cioè l'Italia ci guadagna in competitività industriale e i cittadini pagano meno la bolletta. Il congresso è presieduto dal Dott. Corrado Clini (Direttore generale per il Ministero dell'Ambiente) che alla domanda se l'Italia ha inprogramma l'inserimento della sequestrazione geologica tra le azioni valide per ridurre le emissioni di CO2, risponde che l'Italia fa parte di un gruppo di paesi che stà studiando nei dettagli le tecniche della cattura e della sequestrazione geologica della CO2, come sostegno alla tecnologia delle fonti rinnovabili e che il nostro paese potrà incentivare la sequestrazione geologica in due modi: facendo in modo che convenga industrialmente e in particolare contribuendo alla ricerca applicata nel settore con stanziamenti mirati. Questa situazione di accordo tra ricerca applicata e politica dovrebbe incentivare in generale lo sviluppo nel nostro paese.

C.S. del 12 settembre 2003

Ufficio Comunicazioni Esterne
(Dott.ssa Sonia TOPAZIO)



Nasce il Centro per la Sismologia e l'Ingegneria Sismica in Irpinia.

A Grottaminarda (AV), nel cuore della regione colpita nel 1980 da uno dei più grandi terremoti nella nostra storia recente, l'On. Pierferdinando Casini, Presidente della Camera dei Deputati, inaugurerà il Centro per lo studio della Sismicità dell'Italia centromeridionale.
Parteciperanno all'incontro il Prof. Enzo Boschi, Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'On. Ortensio Zecchino, già Ministro alla ricerca, l'On. Erminia Mazzoni e il Sindaco di Grottaminarda Dott. Giuseppe Romano.
Oltre al monitoraggio, sempre più accurato, dell'attività sismica nella regione, il Centro per la Sismologia e l'Ingegneria Sismica in Irpinia sarà impegnato nello sviluppo e nell'applicazione di tecniche d'avanguardia per la valutazione della sicurezza di edifici e strutture rispetto al rischio sismico. L'attività del Centro avrà grande importanza nell'ambito del recupero del patrimonio edilizio/architettonico della regione, e della gestione del degrado strutturale negli ambienti urbani.

C.S. del 15 luglio 2003

Ufficio Comunicazioni Esterne
(Dott.ssa Sonia TOPAZIO)



Nuove tecnologie radar all'INGV per indagini ambientali

Presso il Laboratorio di Geofisica Ambientale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sono stati realizzati dei sistemi radar nel campo di frequenze HF e VHF utili per ricerche geofisiche e per il monitoraggio di alcuni parametri ambientali. Recentemente è stata depositata la domanda di brevetto di un nuovo radar HF chiamato AIS-INGV (l’acronimo sta per Advanced Ionospheric Sounder - INGV). Il nuovo strumento è gia stato installato presso il nostro Osservatorio ed è capace di monitorare alcune grandezze caratteristiche dell’alta atmosfera con una interpretazione automatica delle tracce radar. Il radar presenta alcune caratteristiche innovative che derivano dall’uso di un particolare codice complementare di fase che consente impiegare potenze relativamente modeste in considerazione del “range” investigato. Questo strumento è necessario per il rilevamento delle frequenze critiche utilizzate nelle previsioni di radio propagazione ionosferiche, per il monitoraggio della densità elettronica alle varie quote. Tramite questo strumento è possibile lo studio di vari fenomeni geofisici che riguardano le relazioni Terra-Sole, l’accoppiamento con la magnetosfera e lo studio di alcuni fenomeni climatologici a lungo termine quale l’osservazione di un possibile effetto serra in termosfera. Un simile effetto, contrariamente a quanto accade negli strati atmosferici più bassi, dovrebbe produrre un raffreddamento globale alle quote termosferiche (quote superiori ai 100 km). Sfruttando le stesse tecniche di pre-elaborazione del segnale si sta realizzando anche un radar VHF da aereo necessario nel rilevamento della topografia del letto roccioso sotto la calotta glaciale antartica e nella misura dello spessore del ghiacciaio. Tale radar dovrebbe sostituire, nelle prossime campagne di rilevamento glaciologico in Antartide, il radar INGV-IT realizzato qualche anno fa presso lo stesso laboratorio dell’INGV, in collaborazione con l’Università di Milano. Con il precedente radar sono stati rilevati i profili di sponda del lago sub-glaciale di Vostok e scoperti numerosi laghi sub-glaciali nell’area di Dome C nel settore Est Antartide. I circa 30.000 km di profilo hanno contribuito allo studio di alcune aree significative per la valutazione del bilancio di massa del ghiacciaio antartico che riveste un’enorme importanza in ambito climatologico.

C.S. del 24 giugno 2003
(Dott. Cesidio BIANCHI - Dirigente di ricerca dell'INGV di Roma)



VESUVIO: DENTRO IL VULCANO

I giorni dell’otto, nove e dieci maggio per iniziativa del Comitato Organizzatore dell’Osservatorio Vesuviano, saranno dedicati al Vesuvio.
Un workshop di tre giorni per una discussione scientifica su struttura, dinamica, scenari eruttivi e rischio.
Per l’intera durata del workshop saranno in esposizione calchi di vittime dell’eruzione del 79 AD, cortesemente concessi dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei, e il calco di una vittima dell’eruzione dell’Età del bronzo, fornita dal Museo di Archeologia del Centro Musei delle Scienze Naturali dell’Università di Napoli “Federico II”.
Sarà inoltre proiettato il documentario: “ Herculaneum on unlucky escape” regia di Marco Visalberghi Doclab Production per discovery USA e una rassegna iconografica di eruzioni vesuviane a cura di G. P. Ricciardi

C.S. del 5 maggio 2003
Ufficio Comunicazioni Esterne
(Dott.ssa Sonia TOPAZIO)



"Nuovi criteri antisismici per l'edilizia in Italia"

Questa settimana il Consiglio dei Ministri ha ratificato un nuovo sistema di regole per la protezione sismica delle costruzioni, proposto per iniziativa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Il provvedimento è esteso a tutto il territorio nazionale, ora interamente definito "sismico". Viene comunque fatta una distinzione tra aree a maggiore o minore rischio, classificate in quattro categorie; il rischio è calcolato statisticamente sulla base di cataloghi di eventi sismici recenti e storici, compilati negli ultimi anni dall'INGV.

Sin dall'inizio del secolo, quando il primo codice antisismico per l'edilizia fu approvato in Italia in conseguenza del terremoto di Messina del 1908, in tutto il mondo provvedimenti di questo tipo si sono dimostrati essenziali per la prevenzione del rischio sismico; il progresso scientifico e tecnologico ne richiede il continuo aggiornamento.

La comunità geofisica e sismologica italiana si augura che seguano iniziative concrete per la realizzazione di edifici più sicuri: è dalla prevenzione che dipende la sicurezza sismica dei cittadini.

C.S del 21 maggio 2003

Il Direttore della Sezione di Milano dell'INGV
(Dott. Massimiliano STUCCHI)



A un anno dal terremoto del Molise

Il 31 ottobre 2002, si consumava la tragedia del terremoto in Molise, la più grave catastrofe sismica nazionale dal 1980, anno del terremoto dell’Irpinia. In questi 12 mesi si è parlato tanto del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia e delle sue cause, del dramma dell’abbandono dei centri colpiti, della ricostruzione. Anche i sismologi hanno discusso a lungo del terremoto, delle sue cause e delle sue particolarità. In soli 12 mesi sono già stati ottenuti significativi risultati sui rapporti tra il terremoto del Molise e gli altri grandi terremoti storici della zona, risultati che ancora una volta dimostrano come l’esistenza di un potenziale sismico nella zona di San Giuliano di Puglia fosse nota o comunque in qualche misura prevedibile. Sono stati meglio compresi i meccanismi di deformazione tettonica della zona al confine tra Molise e Puglia, cosa che consentirà di valutare meglio il potenziale sismico di quella regione. Sono state messe in evidenza forti variazioni laterali nella risposta sismica all’interno dei centri colpiti: come dire che, in relazione a caratteristiche del sottosuolo ben indagabili anche prima del terremoto, si può capire perché questo ha provocato crolli nella parte nuova di San Giuliano mentre ha lasciato relativamente intatto il suo nucleo storico.
Sorprendente? Ovviamente no, perché un forte terremoto è il solo e unico “laboratorio” disponibile, l’istante in cui si apre una finestra su strutture altrimenti inaccessibili e meccanismi normalmente immobili. È quindi normale che questi ricercatori abbiano sospeso altre attività e riamandato ferie e trasferte per dedicarsi interamente a questo importante evento. Quello che invece è sicuramente soprendente è che, dopo 20 anni di immobilismo amministrativo-burocratico, un governo della Repubblica abbia deciso di riprendere in mano, rigovernando la barca arenata della riclassificazione sismica verso un porto sicuro. Molti Italiani ricordano bene le polemiche delle ore che seguirono la tragedia di un anno fa, quando tutti, con l’ovvia eccezione degli “addetti ai lavori”, scoprirono con sgomento che in Italia per almeno dieci anni si è costruito secondo criteri antisismici ampiamente superati dalle conoscenze sismologiche e ingegneristiche, quando non dal semplice buon senso, e per di più in spregio di norme della Comunità Europea già recepite da diversi paesi nordeuropei, dove i terremoti sono un fenomeno del tutto marginale, ma non da noi. Superando i problemi che avevano paralizzato l’adozione di una nuova classificazione sismica già pronta dal 1998, e realizzando una formidabile sinergia tra sismologi, ingegneri e strutture della Protezione Civile, nel maggio scorso il Governo ha pubblicato un’Ordinanza contenente il nuovo schema di classificazione sismica del territorio nazionale. Nello stesso frangente il Governo ha rimandato all’aprile 2004 la pubblicazione di uno schema da considerarsi definitivo. Tutto a posto, quindi? Purtroppo no. Infatti, novità contenute nello schema di riclassificazione, tanto dal punto di vista della distribuzione dei comuni nelle diverse classi che da quello delle norme tecniche da seguire per la costruzione in zona sismica, unitamente all’annuncio che il 2003 sarebbe stato un anno di transizione, hanno creato comprensibile disorientamento e perplessità tra i tecnici delle amministrazioni regionali e locali. Governo e comunità sismologica hanno allora deciso di forzare i tempi, accorciando al massimo questo “interregno” ma sempre nel rispetto dello spirito dell’Ordinanza, che chiedeva alla comunità scientifica una elaborazione veramente al passo con le più recenti conoscenze e metodologie.
Tutto questo processo, tragicamente avviato dal crollo della scuola di San Giuliano, sta per arrivare a maturazione proprio in queste ore. La Protezione Civile sta per infatti per ricevere dalla comunità sismologica una nuova mappa utilizzabile per pubblicare uno schema di classificazione che chiuda l’iter normativo avviato con la pubblicazione dell’Ordinanza nel maggio scorso. Si tratterà di uno schema aggiornato ma non definitivo perché, interrompendo con decisione la fase di immobilismo degli ultimi due decenni l’Ordinanza prevede anche aggiornamenti quinquennali obbligatori della normativa in materia
Questo importante punto d’arrivo è il risultato della prontezza dell’azione del Governo e di uno straordinario sforzo coordinato del mondo scientifico, che è andato ben oltre la semplice attività di ricerca di routine. Ci troviamo forse all’imbocco di un circolo virtuoso, che attraverso opportuni finanziamenti potrebbe consentire all’Italia di rientrare nel circolo dei paesi che affrontano a testa alta il rischio sismico


C.S del 30 ottobre 2003

Il Presidente dell'INGV
(Prof. Enzo BOSCHI)



Accordo tra INGV e CCTA per ricerche geofisiche in campo ambientale

Dopo l’accordo realizzato le scorse settimane con il Corpo Forestale dello Stato (CFS), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma ha sottoscritto una lettera di intenti con il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente (CCTA).
A seguito di numerose richieste di intervento giunte da alcune Procure della Repubblica e dalle Forze di Polizia che operano in difesa dell’ambiente, l’INGV ha infatti avviato da alcuni anni studi e ricerche sulle tecniche di esplorazione geofisica del sottosuolo per individuare rifiuti interrati e localizzare alcune forme di inquinamento sotterraneo.
L’accordo con i Carabinieri del CCTA, assieme ai quali i primi interventi sul territorio risalgono al 1994, prevede lo sviluppo di una collaborazione tecnico-scientifica ed operativa per indagini geofisiche volte principalmente all’individuazione di rifiuti e sostanze inquinanti nel sottosuolo.
Attraverso tali collaborazioni l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma potrà fornire mezzi tecnologici d’avanguardia per lo studio ed il monitoraggio del sottosuolo, affiancati da un’attività di ricerca volta ad una sempre più sofisticata analisi del sottosuolo per prevenire, contrastare e monitorare alcuni fenomeni di inquinamento sotterraneo.
Le sinergie messe in campo tra i suddetti soggetti istituzionali consentiranno, tra l’altro, di aumentare le conoscenze ed esperienze nel settore ambientale e nella salvaguardia delle risorse naturali.

C.S del 03 aprile 2003

(Dott. Marco MARCHETTI)



L'INGV e la Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica.

La settimana dal 31 marzo al 3 aprile, per iniziativa del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, sarà dedicata dalle università ed enti di ricerca italiani a stimolare lo scambio tra la societa` civile, in modo particolare la scuola, e il mondo della ricerca. L'INGV parteciperà offrendo a studenti delle scuole elementari e medie una serie di visite guidate alla sede di Roma. Ci proponiamo di dare ai ragazzi innanzitutto una visione d'insieme delle discipline che studiano la Terra, discutendo poi in maggiore dettaglio alcuni argomenti particolarmente attuali della nostra ricerca: il come e il perchè dei terremoti in Italia, e i nostri sforzi per la loro prevenzione; i vulcani italiani; la fisica dell'ambiente e dell'atmosfera terrestre. L'istituto ospiterà gli studenti ogni mattina dalle 9 alle 11, e nei pomeriggi di martedi` e giovedi` alle 15. Mercoledi` 2 aprile, sempre alle 15, abbiamo invece programmato un incontro aperto per discutere "Il ruolo della scienza e della tecnologia nella riduzione dei rischi da calamità naturali".

C.S. del 30 marzo 2003

Ufficio Comunicazioni Esterne
(Dott.ssa Sonia TOPAZIO)


Qualcosa in più che il decreto Moratti non dice


Enzo Boschi, Presidente dell’Ist. Naz di geofisica e vulcanologia, in sintonia con le linee guida per la Politica Scientifica del Governo, che considera un’occasione per dotare l’Italia di una forte struttura di ricerca in grado di sostenere la competitività di sviluppo, suggerisce un’ulteriore riduzione del numero degli enti di Ricerca mediante altri accorpamenti al fine di semplificare il sistema. Ritiene anche che bisogna accentuare l’autonomia di gestione degli Istituti e dei Dipartimenti del CNR in modo da avere bilanci separati da aggregarsi al bilancio generale dell’Ente, così come già avviene per i dipartimenti delle Università. Osserva che, tenuto conto che la composizione del Cons. d’ Amm. non può garantire che in esso siano presenti tutte le competenze scientifiche necessarie ad una gestione dell’Ente,le deliberazioni di tale organo concernenti gli aspetti di preminente interesse scientifico siano assunte sentito il parere, non vincolante, del Consiglio Scientifico, senza nulla togliere all’autorità delle decisioni assunte dal CdA.
E’ importante rendere efficaci e, allo stesso tempo, trasparenti i sistemi di valutazione di risultati. Questo è il punto caratterizzante della riforma Moratti. Il valore scientifico dei singoli e dei gruppi diventa centrale nello sviluppo della ricerca italiana. La riforma presenta elementi di scienza, tecnologia e mercato che possono apparire inconciliabili fra loro. Scienza infatti vuol dire meritocrazia e libertà di pensiero nella scelta dei problemi da affrontare, tecnologia é scienza finalizzata a risultati scientifici, economici e sociali, mentre il mercato misura l’impatto della scienza e delle sue applicazioni nella vita di tutti i giorni. Come conciliare tra loro questi elementi è sempre difficile, anche a livello internazionale. Infatti ciò richiede il raggiungimento di un complesso equilibrio tra diverse esigenze, equilibrio il cui ottenimento è considerato essenziale per l’esercizio dell’azione politica di governo.

c.s del 6 marzo 2003

Ufficio Comunicazioni Esterne
(Dott.ssa Sonia TOPAZIO)


Accordo tra INGV e CFS per ricerche geofisiche in campo ambientale


L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha avviato da alcuni anni studi e ricerche sulle tecniche di esplorazione geofisica del sottosuolo per individuare rifiuti interrati e localizzare alcune forme di inquinamento sotterraneo.
Tali attività sono state sviluppate a seguito delle numerose richieste di intervento da parte di alcune Procure della Repubblica e delle Forze di Polizia che operano sul territorio in difesa dell’ambiente.

In questi giorni l’INGV di Roma e il Corpo Forestale dello Stato (CFS) hanno sottoscritto un accordo per ricerche geofisiche in campo ambientale. Tale accordo prevede lo sviluppo di una collaborazione tecnico-scientifica ed operativa per indagini geofisiche volte principalmente all’individuazione di rifiuti e sostanze inquinanti nel sottosuolo.

La collaborazione tra l’INGV e il CFS consentirà, tra l’altro, di incrementare le conoscenze ed esperienze nel settore ambientale, così importante per lo sviluppo del Paese e la salvaguardia delle risorse naturali.

c.s del 6 febbraio 2003

(Dott. Marco MARCHETTI)


L'osservatorio sismologico orfano dei padri fondatori.

Compie due anni l'Osservatorio sismologico di Arezzo, sezione aretina dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia fondata da Enzo Boschi e da alcuni autorevoli aretini: Vittorio Gori, Giovanni Cardini, l'allora deputato Vasco Giannotti e l' ex assessore Paolo Berti.

All'Auditorium Comunale di Arezzo si é tenuto ieri un incontro organizzato dal Sindaco Lucherini (con la collaborazione dell'ingegner Baldini e dell'Assessore Ammirati), per discutere l'attività dell'Osservatorio; sono interfenuti Massimo Cocco, Thomas Braun, Davide Piccinini e Riccardo Azzara, ricercatori dell'INGV che si poccupano, tra l'altro, di monitorare la sismicità locale e regionale; Klaus Klinge, direttore di un' Osservatorio analogo a Graefenberg (Germania), ha presentato il progetto di una rete di monitoraggio che coinvolgerà vari paesi europei.

L'incontro di ieri ha confermato l'elevata qualità della ricerca svolta all'Osservatorio di Arezzo - qualità che speriamo sarà garantita anche in futuro dall'appoggio continuato del Comune e della Provincia. A questo proposito va registrata l'inattesa assenza di alcuni tra i summenzionati "padri fondatori" dell'Osservatorio, che, per motivi che non conosciamo, il Sindaco non ha invitato.

C.S. del 23 maggio 2003

Ufficio Comunicazioni Esterne
(Dott.ssa Sonia TOPAZIO)


TERREMOTI: Il segreto della Terra al Festival di Genova


Il 25 ottobre, alla Fiera del Mare di Genova, Padiglione D, si inaugura "Terremoti", una mostra interattiva realizzata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dedicata ad uno dei più drammatici fenomeni naturali che interessano il territorio italiano.
La mostra è un viaggio nella scienza e nella storia alla scoperta dei segreti della Terra che trema. Si tratterà tuttavia di un viaggio da vivere, non da leggere e guardare, in cui ogni tappa sarà per il visitatore l'occasione di un'esperienza in prima persona. Video, macchine interattive e giochi permetteranno infatti a tutti di "toccare con mano" (e capire) le immense forze che modificano senza sosta il nostro pianeta. Forze che si potranno vedere all'opera "in diretta" in una Sala Sismica vera, dove ogni giorno giungono i segnali dei terremoti grandi e piccoli che avvengono in Italia e nel mondo. E' proprio qui che vengono determinati epicentro e forza del terremoto da comunicare tempestivamente alla Protezione Civile.
TERREMOTI è un progetto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, coordinato dal Gruppo Locale di Indirizzo per le Attività Divulgative e Didattiche e realizzato da "Mizar per la divulgazione scientifica".
La mostra sarà aperta tutti i giorni dal 25 ottobre al 3 novembre, ore 9.00-18.00, alla Fiera di Genova - Padiglione D - Piazzale John Fitzgerald Kennedy.


C.S. del 21 ottobre 2003
Gruppo di Divulgazione e Didattica - INGV