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Terremoti


Terremoto di Hokkaido, Giappone

Il 25 Settembre 2003 alle ore 19:50 UTC (21:50 italiane) un forte terremoto di magnitudo 8,1 ha colpito le coste sud-orientali dell’isola di Hokkaido, in Giappone. Le citttà di Kushiro, Asahikawa e Sapporo, le maggiori dell’isola di Hokkaido si trovano a più di 100 km dall’epicentro (135 km, 240 km e 240 km, rispettivamente). Il terremoto ha provocato un onda di maremoto di dimensioni modeste (altezza massima osservata di circa 2 metri) che si è velocemente propagata in tutto il Pacifico, senza comunque provocare danni. Il terremoto, potenzialmente in grado di produrre estesi danni a causa dell’elevata magnitudo, ha avuto conseguenze relativamente importanti. Alle 21:07 UTC (23:07 italiane) una seconda scossa di magnitudo 7.0 si è verificata nella stessa zona. Il terremoto è collegato alla subduzione della placca Pacifica, che si sposta verso ovest ad una velocità di circa 8.2 centimetri per anno, al di sotto della placca euroasiatica alla quale appartiene il Giappone. La zona di Hokkaido è caratterizza da una elevata sismicità, anche profonda (maggiore di 300 km di profondità), sia in termini di frequenza di occorrenza che di magnitudo. I più forti terremoti della regioone nel secolo scorso sono avvenuti nel 1952 (Magnitudo 8.6, 31 vittime), nel 1968 (Magnitudo 7.9, 48 vittime) e nel 1993 (Magnitudo 7.6, 2 vittime).

C.S. del 25 Settembre 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Giulio SELVAGGI)


Terremoto dei Monti Frentani

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia comunica che alle ore 5:53 italiane si è verificato un evento di magnitudo 4.0 Richter, (V-VI grado della scala Mercalli) con epicentro di coordinate latitudine: 41.73, longitudine: 14.82 (Provincia; Campobasso. Area epicentrale: Monti dei Frentani). La profondità dell'ipocentro è di 20 chilometri.
L'evento è da inquadrare nell'attività sismica iniziata nell'area il 31 ottobre 2002 con un evento di magnitudo 5.4 (VIII grado Mercalli) che fu seguito il giorno successivo da un evento di magnitudo 5.3 (VIII grado Mercalli).
Dal 31 ottobre 2002 l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato nell'area oltre 500 scosse, delle quali circa 100 di magnitudo Richter uguale o superiore a 3, e 8 di magnitudo uguale o superiore a 4.0.
L'attività sismica viene monitorata costantemente.
Fino alle ore 12.05 di stamane non sono state rilevate repliche

C.S. del 2 Maggio 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Francesco Mariano MELE)


Terremoto in Turchia
COMUNICATO DI EVENTO SISMICO TURCHIA ORIENTALE


Si trasmettono le coordinate epicentrali e la magnitudo (Mw) del terremoto che ha colpito la Turchia orientale alle ore 00:27 gmt (ore 02:27 in Italia) del 01/05/2003.

Coordinate epicentrali: 38.9 9 N - 40.46 E
Le città principali più vicine alla regione epicentrale sono:
Bingol (16 km dall'epicentro)
Mus (95 km dall'epicentro)

Magnitudo: (Mw): 6.4

La stazione sismica Isparata della rete Mediterranea MEDNET gestita dall'INGV (Ist. Naz.di Geofisica e Vulcanologia) posta a circa 900km a ovest dell'epicentro, al momento(ore 14:09) non ha registrato repliche di rilievo.

INQUADRAMENTO TETTONICO:
A scala regionale l'attività tettonica della Turchia è controllata dalla collisione tra la placca Araba e la placca Euroasiatica. A causa di questo scontro la microplacca Anatolica viene esplusa verso ovest. Questo blocco è delimitato a nord dalla faglia nord Anatolica(trascorrente destra), e a sud-est dalla faglia est Anatolica (trascorrente sinistra).

SISMICITA' STORICA DELL'AREA DAL 1990 A OGGI:
Il 27 gennaio 2003 un terremoto di magnitudo (Mw) 6.1 ha colpito la stessa regione, essendo localizzato circa 80 km a nord-ovest dell'epicentro odierno. I terremoti principali che hanno colpito questa zona della Turchia orientale e collegati all'attività della terminazione orientale della faglia nord Anatolica sono:
13 Marzo 1992 terremoto di magnitudo 6.6, che ha provocato numerose vittime nella città di Erzican.
1939 terremoto di magnitudo 7.8 che ha provocato migliaia di morti a Erzican.

C.S del 01 Maggio 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Francesco Mariano MELE)



In data odierna,le stazioni della nostra rete sismica nazionale hanno registrato alle ore 11:26 locali una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 corrispondente al VII grado della scala Mercalli. La scossa é stata localizzata alle coordinate 44.8 Latitudine Nord, 8.9 Longitudine Est. La zona interessata è la provincia di Alessandria, presso i comuni di Gavazzana e Cassano Spinola.
Non risultano danni agli edifici. La scossa é stata risentita dalla popolazione in una vasta area.
La sismicità registrata negli ultimi venti anni evidenzia una scarsa attività attorno all'epicentro odierno, ad eccezione della sequenza attivatasi nell'Agosto del 2000 (magnitudo 5.2) localizzata a circa 40 km ad ovest e della scossa del 18 luglio 2001 di magnitudo 4.2. Dal confronto tra la sismicità degli ultimi anni e quella avvenuta in epoca storica emerge che la regione é interessata da una sismicità di magnitudo moderata ( da 4.5 a 5.5) e sporadica senza una evidente propensione a forti scosse.

C.S. dell'11 Aprile 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Claudio CHIARABBA)


Terremoto al largo della costa Toscana

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia comunica che alle ore 09:04 italiane si è verificato un evento di magnitudo 4.0 Richter con epicentro a mare, a circa 15 km dalla costa della Toscana Settentrionale (coordinate: 43.61 Latitudine Nord, 10.12 Longitudine Est). La profondità dell'ipocentro è di 5 chilometri. L'epicentro è stato risentito lungo la costa da Livorno a Pisa.
La zona interessata da questo terremoto è storicamente caratterizzata da una sismicità di livello medio-basso. Strumentalmente si rilevano eventi di magnitudo confrontabile a quello odierno nel 1984 (Magnitudo 4.3) e nel 1987 (Magnitudo 4.0). L'evento storico più rilevante dell'area (Magnitudo 4.8) è avvenuto nell'anno 351 d.C. L'attività sismica è monitorata costantemente e fino alle ore 13.00 non sono state rilevate repliche significative.

Roma, 30 Giugno 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Salvatore BARBA)


Terremoto in Algeria

Il giorno 21 Maggio 2003, alle ore 20:44 italiane, la rete sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un evento di magnitudo M=6.7, avvenuto qualche decina di chilometri ad Est di Algeri. L’evento sismico è avvenuto sulla linea di costa, e si inserisce in un ambiente tettonico generalmente compressivo, sul margine di placca nord-africano. Nel passato la regione è stata ripetutamente colpita da eventi di magnitudo elevata, anche distruttivi. Il terremoto più importante di questa zona del Mediterraneo è stato quello di El Asnam, del 10 Ottobre 1980, di magnitudo M=7.7. Da quella data ad oggi, sono stati registrati altri 6 eventi di magnitudo elevata (circa M=6).
Il terremoto algerino è stato avvertito anche in alcune regioni italiane, specificamente in Sardegna (avvertito a Cagliari) ed in Liguria (Imperia). Tali risentimenti sono compatibili con la eccitazione di onde T. Tali onde si propagano in acqua anche a grandi distanze, se il terremoto che le genera è sufficientemente energetico, superficiale e vicino alla linea di costa.

Roma, 21 Maggio 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Luca MALAGNINI)



Si comunica un aggiornamento della situazione della regione algerina colpita dal terremoto del giorno 21 Maggio 2003, alle ore 20:44 italiane. La rete sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia continua a registrare repliche dell’evento di ieri, di magnitudo anche significativa. Gli eventi più importanti di tale sequenza, aggiornati alle ore 08:35 di oggi, hanno avuto magnitudo M=5.7 (21/5 20:51), 4.8 (21/5 21:02), 4.4 (21/5 22:30), 5.0 (22/5 00:04), 4.4 (22/5 01:23), 4.0 (22/5 03:39), 5.5 (22/5 05:14), 4.2 (22/5 08:27).
Sulle registrazioni, le repliche sono sistematicamente seguite dalle fasi T eccitate alla sorgente (onde d’acqua). Quanto osservato conferma l’ipotesi fatta subito dopo la scossa più importante, che escludeva la concomitanza di altri eventi sismici in prossimità della costa ligure e di quella sarda, e associava i risentimenti a Imperia e Cagliari all’evento algerino.

Roma, 22 Maggio 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Luca MALAGNINI)


Terremoto in Grecia

Il giorno 14/8/2003 alle ore 07:14 italiane la regione Nord-Occidentale della Grecia e` stata interessata da una forte scossa sismica di magnitudo 6.3 (Richter). L'epicentro del sisma e` stato localizzato con coordinate 39.2 latitudine Nord, 20.5 longitudine Est e ricade in prossimita` della costa a circa 60 km a Sud-Sud-Ovest della citta` di Ioannina.
Il terremoto e` stato avvertito anche in Italia, in gran parte della costa ionica e dell'Adriatico Meridionale.
Nelle ore successive, l'evento e` stato seguito da altre scosse (repliche), di cui la piu` forte (magnitudo intorno a 5.0) e` avvenuta alle ore 10:41 italiane.
L'area in cui ricade l'evento e` caratterizzata da elevata e frequente attivita` sismica e si inserisce nella fascia di interazione tra le placche europea e africana.
Dal Catalogo della Sismicita` Mondiale dell'organismo internazionale NEIC, risulta che negli ultimi 30 anni questa area e` stata interessata da frequente attivita` sismica con magnitudo massima pari a 5.8, per un evento avvenuto il 4/11/1973. Per quanto riguarda la sismicita` storica, un evento di magnitudo superiore a quella dell'evento attuale e ricadente entro 50 km di distanza si e` verificato nel 1895 (magnitudo 7.5).


Roma, 14 Agosto 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Massimo DI BONA)


Terremoto Appennino Bolognese

Comunicato sul terremoto del 14 settembre 2003 alle 23:43
(aggiornato alle 01:40 del 15 settembre)

Il terremoto che ha colpito l'Appennino Bolognese alle 23:43 italiane del giorno 14 Settembre 2003 è localizzato a 30 km a Sud della città di Bologna (Latitudine: 44.22N longitudine: 11.36E). La magnitudo locale (Ml o Richter) della scossa è pari a 5.0, mentre la magnitudo momento (Mw) è pari a 5.3. La profondità ipocentrale sembra essere moderatamente elevata (15-20 km). Il terremoto odierno rientra nel quadro dell'attività sismica caratteristica di questa zona. Storicamente, nella regione sono avvenuti terremoti di moderata entità, il più importante dei quali è quello del 1725, il cui epicentro è a circa 15-20 km ad Est della localizzazione dell'evento di oggi. Altri eventi importanti che hanno interessato zone limitrofe a quella di oggi sono quelli del 1781 (circa 30 km ad est della localizzazione odierna), con risentimenti del IX e X grado Mercalli. 25-30 km più a Sud, inoltre, ci sono le strutture sismogenetiche del Mugello, responsabili di due eventi storici importanti: nel 1542 (I=IX) e nel 1919 (I=X).
Il terremoto odierno si localizza in una fascia di sismicità crostale caratterizzata da una compressione nord-sud che interessa in particolare la fascia più esterna (Nord-Nordest) dell'Appennino Settentrionale.
L'energia sismica liberata dai terremoti avvenuti nella zona interessata è modesta. Malgrado il quadro sismotettonico sia abbastanza chiaro, i dati a disposizione non consentono previsioni a breve termine.
Attualmente l'andamento della sequenza è quello tipico, caratterizzato da una scossa principale seguita da numerose repliche di magnitudo minore. Le maggiori repliche fino a questo momento non hanno superato magnitudo 3.3.

C.S. del 15 settembre 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Luca MALAGNINI)


Terremoto in Iran

Il giorno 26 Dicembre 2003, alle ore 2:57 italiane, si e' verificato un evento sismico di magnitudo Mw 6.7 nell'Iran Sud-Orientale, presso la citta' di Bam. L'epicentro e' stato localizzato 180 km a SE della citta' di Karman, e 1000 km a SE della capitale Teheran (coordinate ipocentrali: 29.01N, 58.27E).
Durante la sua storia, la regione iraniana e' stata ripetutamente colpita da eventi sismici disastrosi. In particolare, nelle zone limitrofe a quella del terremoto di oggi, l'11 Giugno 1981 si e' verificato un evento di Mw 6.6; il 28 Luglio 1981 un evento di Mw 7.1, il 6 Novembre 1990 uno di Mw 6.4, il 14 Marzo 1998 un evento di Mw 6.6, il 4 Marzo 1999 uno di Mw 6.4.
Il motore di tutta la sismicita' di questa regione del mondo e' fornito dalla collisione della placca Arabica con quella Eurasiatica. Questa collisione avviene lungo una direttrice Nord-Sud, ad una velocita' di circa 25 mm/anno, provocando l'innalzamento delle catene montuose della Turchia Orientale e del Caucaso. Un altro effetto della collisione Arabia-Eurasia e' lo "spostamento" verso Ovest dell' Anatolia e verso Est dell'Iran. Il meccanismo appena descritto, chiamato di "estrusione", avviene principalmente lungo grandi strutture crostali: la faglia Nord-Anatolica, quella Est- Anatolica, la zona di deformazione a Sud del Mar Caspio, in territorio iraniano, e le strutture della catena dello Zagros. Tutti gli eventi avvenuti negli ultimi anni nella regione colpita dal terremoto di oggi hanno mostrato meccanismi coerenti con questo schema tettonico, incluso il meccanismo focale che ha caratterizzato il terremoto di questa mattina, che sembra essere di pura trascorrenza destra.
Per quanto riguarda la sequenza di oggi, alle ore 15:15 del 26/12/2003, sono stati osservati i seguenti eventi piu' significativi: ore 4:06, Mw 5.4; ore 4:53 Mw 4.7, ore 15:15 Mw 4.6. Lo scenario piu' probabile, per quanto riguarda l'evoluzione della sequenza sismica iniziata con il mainshock delle 2:57, prevede il verificarsi di altri eventi (aftershocks) anche di forte intensita' (Mw>5), di magnitudo comunque inferiore all'evento principale. Esiste una probabilita', bassa ma non trascurabile, che l'evento principale sia seguito, nelle prossime ore ovvero nei prossimi giorni, da altri terremoti di magnitudo uguale o anche superiore.
Il terremoto di questa notte ha colpito con estrema violenza la popolazione della regione. In particolare, se vengono comparati i livelli di danneggiamento osservati durante l'evento della California del 22 Dicembre (Mw 6.5) con quelli della zona epicentrale dell'evento iraniano, si notano enormi differenze, sia in termini di perdita di vite umane, sia di danno economico. La differenza sostanziale, e' nelle caratteristiche costruttive degli edifici esistenti nelle diverse regioni. Nel caso degli Stati Uniti, la valutazione della pericolosita' sismica e' sistematicamente effettuata su tutto il territorio nazionale, e sistematicamente aggiornata alla luce dei risultati delle ricerche piu' recenti. La normativa antisismica statunitense e' a sua volta aggiornata ed applicata a tutti i nuovi edifici, mentre opportune procedure di retrofit vengono adottate anche per l'edificato gia' esistente. Nel caso di zone prevalentemente rurali come quelle colpite oggi in Iran, al contrario, e' chiaro che le caratteristiche degli edifici erano fortemente inadeguate a sopportare forti scuotimenti del terreno. A tale inadeguatezza, e' possibile che si siano affiancate condizioni particolarmente sfavorevoli della geologia di superficie.

C.S. del 27 dicembre 2003

Il Funzionario di turno INGV
(Dr. Luca MALAGNINI)