iten

Social header

ICONA Facebook666666 ICONA Flickr666666 ICONA Youtube666666 ICONA twitter666666    beta version

Enzo Boschi, un accademico linceo per il premio “Profeti in patria”

L’evento ideato e promosso dal movimento culturale indipendente e senza fini di lucro “La casa delle Identità” istituisce il Premio “Profeti in Patria”, la cui prima edizione è prevista per il 3 giugno 2004. Il Premio è così denominato in quanto dedicato alle personalità che fanno onore all’Italia nei vari settori culturali, scientifici, economici e sociali. La cerimonia di premiazione si svolgerà a partire dalle ore 10:00 presso le Scuderie del Quirinale, un’iniziativa alla quale ha dato adesione anche il Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi.
Nella categoria Ricerca scientifica e innovazione tecnologica al Prof. Enzo Boschi, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, citato dalla Treccani scientifica perché colui al quale si deve l’omonima equazione riguardante la distribuzione della temperatura nell’interno del nucleo terrestre, è stato assegnato il premio di riconoscimento.
Poiché lo scopo della manifestazione è quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’eccellenza italiana, la cerimonia di consegna dei premi avverrà nel corso di una manifestazione pubblica.

C.S. del 13 maggio 2004


In ricordo di Enrico Medi ex Presidente ING

Come conciliare la fede con la scienza e la scienza con la fede?
E’ questo uno dei più importanti dibattiti della storia dell’umanità che ha visto impegnati grandi nomi nei secoli, da Claude Tresmontant a Teylhard Dchardin ai più recenti Enrico Medi, Antonino Zichichi, Gualberto Gismondi, Piergiorgio Odifreddi, J. Barbour, A. Fernandez Ranada, V. De Marco, addirittura un dizionario Interdisciplinare di Scienze e fede a cura dell’astronomo e teologo Giuseppe Tanzella-Nitti.
La scienza non ha senso senza un processo educativo rigoroso, il sapere e la fede hanno sempre affascinato gli studiosi della storia della mentalità per comprendere il cammino sociale della scienza nel corso dei popoli. Non desta meraviglia quindi che Vittorio De Marco rilevi nel suo ultimo libro con la presentazione di Pietro Borzomati, dal titolo:” Fedele alla verità. Enrico Medi cattolicesimo italiano contemporaneo” edito da Rubettino, l’importanza della religione nel lavoro di Enrico Medi (1911-1974), il primo scienziato a scrivere una tesi sul neutrone a soli 21 anni; uno studioso attento e grandissimo divulgatore che riuscì con calore comunicativo a rendere piacevole il mondo delle scienze fisiche anche al pubblico più sprovveduto. Il volume di Vittorio De Marco sarà presentato lunedì 17 Maggio 2004 alle ore 18:00 presso l’Istituto Luigi Sturzo in Via delle Coppelle n 35. Interverrà Enzo Boschi Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Senatore Giulio Andreotti e il Prof. Giovanni Marchesi.


C.S. del 12 maggio 2004


Un magnetometro contro l’ecomafia

Su richiesta della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti (Presidente On. Paolo RUSSO) è stata realizzato dal 22 al 26 Marzo 2004 un rilievo aeromagnetico in Campania.
 La campagna geofisica è stata organizzata dal dott. Marco Marchetti, Coordinatore per le indagini geofisiche-ambientali del sottosuolo dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma) e dal dott. Fernando Fuschetti, Coordinatore Regionale del CFS (Corpo Forestale dello Stato), entrambi consulenti della Commissione Parlamentare.
Le misure geofisiche di tipo aeromagnetico sono state realizzate dall’INGV con la collaborazione del CFS che ha messo a disposizione un elicottero Agusta Bell 412.
Le misure magnetiche applicate in campo ambientale sono finalizzate principalmente all’individuazione nel sottosuolo di fusti tossici, discariche, o comunque rilevanti masse ferrose.
Nel rilievo aeromagnetico (realizzato dal dott. Massimo Chiappini dell’INGV) il sensore magnetometrico è stato sospeso tramite un cavo certificato a 30 metri dall’elicottero per non risentire dei disturbi elettromagnetici prodotti dal velivolo stesso. All’esterno è stato alloggiato un laser-altimetro per la misura delle distanze dal suolo e una telecamera. All’interno del velivolo è stata posta la strumentazione per l’acquisizione dei dati magnetometrici, per la registrazione delle immagini, dei dati di navigazione e della posizione dell’elicottero (questa determinata tramite un GPS differenziale).
L’elicottero ha investigato circa 500 Km2 di territorio (nelle province di Napoli e Caserta) volando ad una quota di 100-130 m dal suolo.
L’obiettivo di questo rilievo da elicottero era di individuare, su vaste porzioni di territorio, grossi interramenti di materiali ferrosi riferibili a rifiuti di varia natura. L’elaborazione della grande quantità dei dati acquisiti avverrà nelle prossime settimane. Alla fine si avrà una mappatura di eventuali anomalie magnetiche sparse sul territorio investigato.
La seconda fase dell’indagine geofisica consisterà nella verifica e nello studio di dettaglio delle anomalie magnetiche individuate dall’elicottero. In particolare nelle aree sospette verranno applicate le tecniche geofisiche a terra, per esplorare più da vicino il sottosuolo. Le tecniche impiegate nella seconda fase comprenderanno i rilievi elettromagnetici, geoelettrici e magnetici.
In questo modo si potranno localizzare con maggiore precisione eventuali masse interrate, con una loro caratterizzazione sia come posizione che come profondità, quantità e tipologia dei materiali interrati.


foto di Luigi Innocenzi • INGV Roma

C.S. del 20 marzo 2004


32nd INTERNATIONAL GEOLOGICAL CONGRESS
INVITO
SEMINARIO PER I GIORNALISTI


In collaborazione con
UGIS – Unione Giornalisti Scientifici Italiani
Verso il 32° Congresso Geologico Internazionale in Italia:
la ricerca geologica italiana ed i progetti internazionali

Mercoledì 10 Marzo, 2004 - ORE 11,00 – 13,30
CNR, Aula Marconi ( I piano) - Piazzale Aldo Moro, 7 Roma


La rilevanza della ricerca italiana di Scienze della Terra in ambito internazionale sarà al centro del seminario promosso, in collaborazione con l’Unione Italiana Giornalisti Scientifici, dal Comitato Organizzatore del 32° Congresso Geologico Internazionale –32° IGC (Firenze 20 - 28 Agosto 2004). In vista di un appuntamento di tale importanza - che dopo oltre 100 anni torna a tenersi in Italia ospitando 5000 scienziati da tutto il mondo - il seminario ha l’obiettivo di presentare il ruolo del nostro Paese nei principali progetti di ricerca internazionali nelle Scienze della Terra.
Durante il seminario verranno approfonditi i programmi scientifici nel settore della esplorazione dei fondali marini e delle ricerche nel continente antartico, particolarmente importanti per la comprensione dell’evoluzione geologica della Terra e delle problematiche relative ai cambiamenti climatici, alle variazioni del livello del mare e al configurarsi di nuove aree di rischio, ad esempio nelle zone costiere. Di rilevanza internazionale si pone la presentazione della nuova carta sismica dell’Italia anche per le sue implicazioni sociali ed economiche.

PROGRAMMA

Saluto ai partecipanti
Adriano De Maio - Commissario straordinario del CNR

Introduzione ai lavori
Paola De Paoli - Presidente UGIS, Presidente Emeritus dell’European Union of Science Journalists' Associations

Il 32° Congresso Geologico Internazionale in Italia
Attilio Boriani - Presidente del 32° IGC
Leonello Serva - Responsabile escursioni geologiche
Gian Gaspare Zuffa - Responsabile Programma scientifico

Un consorzio mediterraneo per il 32°IGC
William Cavazza - Mediterranean Consortium

Il 32°IGC e i progetti internazionali di Scienze della Terra
Ernesto Abbate - Segretario Generale 32 IGC

Le nuove frontiere della geologia: le ricerche in Antartide
Carlo Alberto Ricci - Presidente Commissione Nazionale Italiana Antartide

Le nuove frontiere della geologia: l’esplorazione dei fondali marini
Maria Bianca Cita - Professore Emeritus dell’Università di Milano
Fabio Trincardi - Istituto di scienze marine (ISMAR) del CNR

La nuova carta sismica del territorio italiano nel panorama della ricerca internazionale
Enzo Boschi - Presidente Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Presiede e modera Paola De Paoli

E’ stato invitato l’On. Guido Possa, Viceministro del M.I.U.R. per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica

Per confermare la partecipazione:
Hill & Knowlton Gaia: Alessia Calvanese, Irene Celli, tel. 064416401


(Scarica file .pdf)

C.S. del 27 febbraio 2004


XIV settimana della Cultura e Scientifica e Tecnologica 22-28 marzo.
La scienza e lo scienziato nella storia del cinema

La scienza e lo scienziato nella storia del cinema è un’iniziativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che si inserisce in un programma di collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza.
Il programma ha l’obiettivo di avvicinare facoltà universitarie umanistiche e scientifiche. Per rispondere a questo progetto formativo-culturale le proiezioni saranno organizzate in maniera che vengano coinvolti docenti e alunni dei corsi di studi in comunicazione scientifica e quelli tra le facoltà di lettere e filosofia e di scienze matematiche, fisiche e naturali, DAMS e Centro di Cinematografia. Le proiezioni filmiche verranno seguite da dibattiti che coinvolgeranno esperti in materia scientifica e storico cinematografica. Ospiti d’onore i registi delle pellicole o persone che hanno preso parte ai cast. Lo scopo è anche quello di produrre comunicazione scientifica mirata ai diversi mass media per raggiungere differenti tipologie di pubblico. Un progetto capace anche di mediare tra la comunità universitaria e il pubblico, producendo, si spera, forme efficaci di curiosità nel ampio campo della scienza.


C.S. del 26 febbraio 2004


Explora: I vulcani nel mondo.

Il 4 febbraio 2004 alle ore 10.30 e in replica alle ore: 14.30 – 18.30 – 22.30 – 02.30 – 06.30, sul canale satellitare in chiaro RAIEDU 2 andrà in onda “EXPLORA” LA TV DELLE SCIENZE di Aldo Bruno, Luciano Onder e Marco Salvatore, la trasmissione di RAI EDUCATIONAL realizzata in collaborazione con il MIUR e il CNR.

Nella puntata: il dibattito “Vulcani”, in cui si parlerà dei vulcani del mondo, dei fenomeni geofisici che precedono e accompagnano la quasi totalità delle eruzioni vulcaniche e delle difficoltà che si incontrano nel prevedere un’eruzione vulcanica.
Ospiti di Luciano Onder saranno:
- Dott. Giuseppe Etiope, geologo INGV.
- Dott. Massimo Chiappini, geofisico, dirigente di ricerca INGV.
- Ing. Alberto Delladio, ingegnere elettronico INGV.
- Dott. Jacopo Taddeucci, vulcanologo INGV.
Per “Magazine” interverranno il Prof. Capaccioli e il Prof. Lotti e per “Angolo dell’esperto” interverrà il Dr. di ricerca dell’Icram Andaloro.
Per “Scoperte nella medicina” verrà trasmesso “Medicina del futuro” . Per “Incontri” : l’ambientalista Lester Brown.
Per “Intelligenza” verrà trasmesso “Scuola per geni” e per “Documentari”: “Vulcani pericolosi”.


C.S. del 4 febbraio 2004


Concluso accordo "storico" tra l'INGV e il Ministero Affari Esteri per il controllo delle esplosioni nucleari.


A fine gennaio 2004 l'INGV ha finalmente concluso una lunga trattativa con il Dicastero della Farnesina per la stipula di un Accordo di Programma per mettere a punto il sistema nazionale di verifica del Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari. Questo accordo si collega alla firma della nuova legge di ratifica del Trattato da parte del Presidente Ciampi, avvenuta nel luglio scorso. Nell'Accordo sono previste attività tecnico scientifiche in sinergia con quanto si sta già realizzando presso l'Organizzazione internazionale per il controllo del Trattato (CTBTO) con sede alle Nazioni Unite di Vienna. Il nucleo di tecnici e scienziati dedicato alle predette attività sta già iniziando ad operare in una sede dell'INGV distaccata presso locali non distanti dalla Farnesina. Il Centro Nazionale Dati di ultima generazione che qui verrà realizzato sarà collegato telematicamente sia con il Ministero che con l'INGV nonché con tutta le rete mondiale di osservazioni geofisiche dedicata al controllo, attraverso la sede di Vienna della CTBTO.

C.S. del 2 febbraio 2004


Riscaldamento globale: il ruolo del Sole nei cambiamenti climatici

La sezione Roma 2 dell'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) impegnata in ricerche in ambito di geomagnetismo, aeronomia e geofisica ambientale, il 23 c.m. sarà impegnata nella giornata inaugurale del Centro per lo studio della variabilità del Sole (CVS) sito a Monte Porzio Catone che vede la partecipazione dell'Osservatorio Astronomico di Roma dove ha sede la direzione del centro e dellÕUniversità di Tor Vergata. Il CVS mette a disposizione delle autorità competenti gli elementi più aggiornati di conoscenza scientifica relativamente al dibattito in atto sui cambiamenti climatici ed in particolare, quelli legati alla variabilità solare. Infatti mentre l'innalzamento della temperatura media della Terra sembra, di per se, un dato di fatto, l'individuazione delle cause rappresenta ancora un campo ampiamente dibattuto. Una delle finalità del CVS è proprio quella di provare a capire se una possibile fase di incremento dell'irraggiamento solare possa o meno essere una causa concorrente o prevalente dell'aumento globale della temperatura.ura.

L'obiettivo del centro resta quello di fornire solide basi scientifiche ad un dibattito che rischia di subire, data l'importanza del tema, pressioni di carattere emotivo che possano indurre a prendere provvedimenti privi di reale efficacia.

Alla giornata inaugurale interverranno il Prof. Enzo Boschi, Presidente dell'INGV, il Prof. Roberto uonanno, Presidente del CVS, Prof. Nicola Vittorio, Preside della facoltà di Scienze dell'Università di Tor Vergata, Prof. Piero Benvenuti, Commissario straordinario dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), il Prof. Alessandro Finazzi Agrò, Rettore dell'Università di Roma Tor Vergata, l'On. Angiolo Marroni, Promotore della legge istituita del CVS, On. Sergio Urilli, Sindaco di Monte Porzio Catone, On. Francesco Storace, Governatore della Regione Lazio, On. Altero Matteoli, Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.

C.S. del 21 gennaio 2004


ANCHE l'INGV SPONSOR UFFICIALE DEL CARBON SEQUESTRATION LEADERSHIP FORUM (CSLF).


L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) diventa in collaborazione con ENEL, ENEA ed ANSALDO S.p.A. sponsor ufficiale del Carbon Sequestration Leadership Forum (CSLF), l’iniziativa che coinvolge una ventina di paesi nel mondo, con in prima fila USA, Italia ed Australia, promossa per la prima volta lo scorso giugno in una riunione tenutasi a Washington dagli Stati Uniti, per finalizzare e concentrare gli sforzi a livello internazionale sul problema delle tecnologie energetiche pulite e quindi della cattura e del sequestrazione geologica dell’anidride carbonica, il gas-serra per eccellenza.
La riunione si terrà a Roma dal 19 al 22 c.m. presso il centro congressi dell’ENEL in Viale Regina Margherita, 125.
L’INGV è coinvolto in quanto membro del gruppo di lavoro CSLF soprattutto a seguito del suo impegno nell’ambito del progetto comunitario denomiato Weyburn che allo stato attuale è il più imponente progetto al mondo di CO2 geological sequestration (5000 tonnellate al giorno in un campo petrolifero con tecniche di Enhanced Oil Recovery)
Su un piano parallelo l’INGV sta collaborando con enti di ricerca, università ed industrie private per creare in Italia le basi di progetti operativi e di individuazione di siti di sconfinamento geologico di CO2, argomenti di cui si parlerà al convegno citato.
L’iniziativa del 19, 20, 21, 22 Gennaio a Roma si intende come un nuovo contributo politico-scientifico all’ottemperamento delle fasi che hanno fatto seguito al Protocollo di Kyoto del 1997.

C.S. del 14 gennaio 2004


“EXPLORA” LA TV DELLE SCIENZE PUNTATA MERCOLEDI’ 21 APRILE 2004


Il 21 aprile 2004 alle ore 10:30 e in replica alle ore: 14:30 – 18:30 – 22:30 – 02:30 – 06:30, sul canale satellitare in chiaro RAIEDU 2 andra’ in onda “EXPLORA” LA TV DELLE SCIENZE di Aldo Bruno, Luciano Onder e Marco Salvatore, la trasmissione di RAI EDUCATIONAL realizzata in collaborazione con il MIUR e il CNR.
Nella puntata: il dibattito “Antartide”. L’Antartide e’ un continente in buona parte ancora inesplorato dove si concentrano importanti ricerche scientifiche e dove l’Italia ha un’importante presenza, ormai quasi ventennale. Nel dibattito, tra l’altro, si parlera’ delle ragioni per cui la regione antartica e’ considerata fondamentale per la regolazione del clima globale e delle aree di ricerca in Antartide che verranno maggiormente sviluppate nei prossimi anni. Ospiti di Luciano Onder saranno:
- Giuseppe Orombelli, Geografia fisica, Univ. Degli Studi di Milano Bicocca, vicepresidente della Commissione scientifica nazionale per l’Antartide.
- Roberto Azzolini, responsabile Programma nazionale sull’Antartide del Cnr, Roma; membro della Commissione scientifica nazionale per l’Antartide.
- Antonio Meloni, dirigente di ricerca sez. geomagnetismo e geofisica ambientale dell’Istituto nazionale di geofsica e vulcanologia (Ingv)
- Carlo Alberto Ricci, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Univ. Di Siena e presidente della Commissione scientifica nazionale per l’Antartide.

Per “Magazine” interverranno il Prof. Marco Silano, pediatra – ISS, il giornalista scientifico Arnaldo D’Amico e il fisico Stefano Fantoni, SISSA – Trieste.
Per “Viaggio nella medicina” verra’ trasmesso “Bambini da salvare”, per “In viaggio sul pianeta Terra”: “La nascita della Terra”, per “I protagonisti della scienza”: “Alfred Wegener”.
Per “Angolo dell’esperto” interverra’ Antonello Pasini, fisico CNR – Roma. Per “Dizionario” interverra’ Claudio Giovini, Chimica Univ. La Sapienza di Roma.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito web di “EXPLORA”: www.explora.rai.it
E’ possibile ricevere la programmazione quotidiana di “EXPLORA” iscrivendosi alla newsletter.

C.S. del 20 aprile 2004


Sorprendente scoperta: l’unico cratere meteoritico rinvenuto in Italia non è un cratere meteoritico

A provarlo è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Meteoritics and Planetary Science.
“Ci dispiace sfatare l’affascinante e misterioso mito del -meteorite di Costantino-, che sarebbe caduto sulle pendici del Monte Sirente secondo i geologi della Scuola di Scienze Planetarie dell’Università D’Annunzio di Pescara, ma le ricerche condotte da me, da Leonardo Sagnotti (INGV) e da Pierre Rochette (Università di Aix-Marsiglia, Francia) ci dicono altro”, spiega Fabio Speranza, esperto di paleomagnetismo all’INGV”.
La depressione sub-circolare che contiene il laghetto, ben visibile alle pendici del Monte Sirente, in Abruzzo, è stata creata in epoca storica da comunità pastorali, allo scopo di abbeverare le pecore che soggiornavano durante il periodo della transumanza.
-Attraverso quali studi siete giunti a questi risultati?
“Le montagne abruzzesi portano impronte di una cultura millenaria”, dice Leonardo Sagnotti,“Abbiamo osservato laghetti simili nella zona di Campo Imperatore (nel Gran Sasso). Questi laghi, come pure quello del Sirente, sono ingegnose opere idrauliche: le depressioni sono state scavate in prossimità di piccole sorgenti, in modo da creare consistenti serbatoi d’acqua in zone che altrimenti, per via del carsismo, ne sono prive. Inoltre, per poter avere elementi quantitativi per valutare l’ipotesi meteoritica del laghetto del Sirente, abbiamo effettuato nuove analisi geofisiche e geochimiche analizzando la suscettività magnetica ed il contenuto di cromo e nichel (che sono comunemente considerati traccianti meteoritici) nei suoli del Sirente, degli altri laghetti del Gran Sasso, e di trincee scavate da nostri colleghi in varie zone dell’Abruzzo per ricerche di paleosismologia. Abbiamo così verificato che i valori dei parametri geofisici e geochimici dei suoli del laghetto del Sirente sono simili a quelli degli altri suoli abruzzesi, e diecimila-centomila volte inferiori a quelli misurati nelle meteoriti e nei suoli contaminati da meteoriti.

C.S. del 14 aprile 2004


APPROVATA LA NUOVA MAPPA DELLA PERICOLOSITA' SISMICA DEL TERRITORIO ITALIANO

Con qualche settimana di anticipo sulla scadenza prevista dalla Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha consegnato al Dipartimento della Protezione Civile la nuova mappa della pericolosita' sismica italiana, che verra' utilizzata dalle regioni e dallo stesso Dipartimento per aggiornare gli elenchi delle zone sismiche.
La mappa, redatta da un gruppo di ricercatori dell'Istituto e di Universita' nell'arco di una decina di mesi, e' stata valutata da un gruppo di esperti europei come uno "studio di altissimo livello che costituisce lo stato dell'arte al massimo livello europeo". Mappa e documentazione relativa sono disponibili sul sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/
Per la sua realizzazione il gruppo di lavoro ha utilizzato un gran numero di dati e di elaborati raccolti e prodotti negli ultimi anni. In particolare sono stati redatti una nuova zonazione sismogenetica e un nuovo catalogo dei terremoti; inoltre sono state utilizzate relazioni di attenuazione del moto del suolo calibrate sulla realta' italiana.
La mappa, formulata in termini di accelerazione massima del suolo con probabilita' di eccedenza del 10% in 50 anni, e' dotata di una misura delle incertezze che ne consentira' un uso particolarmente consapevole e flessibile in sede di applicazione.
Anche se non introduce novita' di carattere radicale, la mappa calibra la suddivisione delle zone sismiche in modo migliore di quelle precedenti. Potra' quindi servire a eliminare alcune sovrastime e sottostime radicate nella attuale zonazione, contribuendo in tal modo a una maggior sicurezza dei cittadini e a una razionalizzazione e migliore ripartizione della spesa necessaria per conseguire tale sicurezza.


C.S. del 23 aprile 2004


CONVEGNO SCIENTIFICO NELLA CITTA' DI AREZZO

Il contributo degli strati superficiali della crosta terrestre all’amplificazione del moto del suolo, prodotto in area urbana da un terremoto, sarà oggetto di un convegno che si terrà ad Arezzo venerdì 14 maggio 2004, per iniziativa dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)e del Comune di Arezzo.
L'incontro che si svolgerà presso la Sala Montetini a partire dalle 09:30 ha come tema "La valutazione delle amplificazioni sismiche in aree urbane: studi e prospettive nell'area aretina". Ma, come risulta dalla relazione di apertura che sarà tenuta dal Dott. Antonio Rovelli, il problema è di carattere più generale e riguarda molte delle più popolose metropoli del mondo. Infatti, recenti ricerche di carattere geologico e geofisico hanno dimostrato che i depositi di materiali incoerenti, come argille, sabbie e ghiaie, quando raggiungono spessori di qualche decine di metri, costituiscono dei potenti amplificatori di onde sismiche. Può succedere pertanto che edifici costruiti su tali depositi siano danneggiati anche da una scosse di media entità, mentre quelli vicini, simili per età e vulnerabilità ma realizzati su terreni più compatti, rimangono intatti.
Questo fenomeno è stato messo in evidenza da studi specifici effettuati in particolare su edifici e opere d'arte di Roma e di Palermo che sorgono su antichi depositi alluvionali e fluviali.
Al convegno di Arezzo interverrà anche la Prof.ssa Maria Stella Giammarinaro del Dip di Scienze della Terra dell'Univ. Di Palermo e il Dott. Christian Holtz dell'Osservatorio Ximeniano di Firenze.


C.S. del 10 maggio 2004


EXPLORA LA TV DELLE SCIENZE PUNTATA DI MERCOLEDI 19 MAGGIO 2004

Il 19 maggio 2004 alle ore 10:30 e in replica alle ore: 14:30 - 18:30 - 22:30 - 02:30 - 06:30, sul canale satellitare in chiaro RAIEDU 2 andrain onda EXPLORALA TV DELLE SCIENZE di Aldo Bruno, Luciano Onder e Marco Salvatore, la trasmissione di RAI EDUCATIONAL realizzata in collaborazione con il MIUR e il CNR.

Nella puntata: il dibattito NUCLEO TERRESTRE. La superficie della Terra è ormai abbastanza nota mentre l'interno della Terra presenta alcuni interrogativi di difficile soluzione. Per esempio: di che cosa è fatto esattamente il nucleo terrestre? Qual' è la sua reale temperatura? Si sta raffreddando? Oggi la scienza propone nuovissimi sistemi di indagine che trovano applicazione anche nell'esplorazione di altri pianeti del sistema solare. Ospiti di Luciano Onder saranno:

- Prof. Sandro Scandolo, fisico della materia, Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (ICTP) di Trieste.
- Dr. Andrea Morelli, dirigente di ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Bologna.
- Prof. Luciano Iess, docente di Impianti e Sistemi Aerospaziali presso la Scuola di Ingegneria Aerospaziale dell'Univ. La Sapienza di Roma.
- Dr. Antonio Meloni, dirigente di ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sezione Geomagnetismo e Geofisica Ambientale.
Per Magazine interverranno il Prof. Antonio Golini, Demografia Univ. La Sapienza di Roma, il giornalista scientifico Fabio Pagan e il Prof. Torello Lotti, Dermatologia, Univ. di Firenze.
Per La nostra storia verrà trasmesso All'ombra delle piramidi, per Enti di ricerca: Istituto zooprofilattico di Brescia, per Documentari: Terremoti.
Per Angolo dell'esperto interverrà Andrea Sambusetti, matematico Univ. La Sapienza di Roma. Per Dizionario interverrà Giovan Paolo Pini Prato, ordinario di Odontostomatologia, Univ. di Firenze.
Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitare il sito web di EXPLORA: www.explora.rai.it

E' possibile ricevere la programmazione quotidiana di EXPLORA iscrivendosi alla newsletter.


C.S. del 19 maggio 2004


Dalla notizia scientifica alla didattica informale

E’ il tema di una conferenza che il giornalista scientifico del Corriere della Sera Franco Foresta Martin tiene mercoledì 26 maggio, a partire dalle ore 10:00, nell’Aula Magna dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in Via di Vigna Murata n. 605, di fronte ad alcune classi di Istituti scolastici Superiori.
La conferenza è una rassegna di temi relativi alla fisica, scienze della terra e astronomia che negli ultimi tempi sono balzati all’attenzione dei media, ma che possono anche essere integrati dagli insegnanti nei programmi scolastici come utili approfondimenti. L’approccio del conferenziere ai temi in discussione sarà prevalentemente sperimentale.
Poiché lo scopo dell’incontro è quello di richiamare l’attenzione non solo di studenti ma di tutta l’opinione pubblica sull’affascinante mondo della scienza, la conferenza è aperta a tutti coloro che volessero intervenire, limitatamente ai posti disponibili in sala.


C.S. del 25 maggio 2004


Suggestiva mostra di fotografie sui disastri naturali esposta al 32 IGC

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in occasione del 32 International Geological Congress, 20-28 Agosto 2004, attingendo all’enorme patrimonio di immagini fotografiche delle collezioni Alinari, ha voluto raccogliere le più caratteristiche di queste, per farne oggetto di una mostra. Le venticinque foto esposte, nella sede del congresso, sono confluite nel volume dal titolo: TERRAVIVA, VULCANI E TERREMOTI NELLE FOTOGRAFOE DELLE COLLEZIONI ALINARI, distribuito allo stand dell’INGV, che assume il valore di documento storico, a testimonianza della vitalità dinamica della Terra.
I fotografi nel corso del secolo scorso, hanno documentato e rappresentato alcuni dei fenomeni naturali più catastrofici e, tra questi, un equipe dell’INGV coordinata dal Dott. Calvino Gasparini, ha selezionato quelli, che da sempre, ci riguardano da vicino: terremoti e vulcani e in aggiunta gli strumenti scientifici. Questi ultimi testimoniano la necessità sentita dall’ingegno umano di creare strumenti atti ad indagare su questi fenomeni e, di conseguenza governarli. Tale impulso consegue all’educazione della persona in ragione della qualità culturale in cui vive e allo stesso tempo, il valore della cultura che ne nasce, si misura in ragione della capacità di contribuire al miglioramento delle più alte aspirazioni dell’uomo, così che egli possa diventare sempre più uomo sapiente, sia dal punto di vista scientifico che spirituale.
Alcune immagini pur nella tragicità della realtà quotidiana, mostrano una costante ed inesauribile ispirazione artistica, nel dare a gesti consueti e forse banali, un significato più profondo e meritevole di osservazione.


C.S. del 23 agosto 2004


Il mare di Panarea, un bene da proteggere

Da quando le acque circostanti Panarea sono sede di uno spettacolare fenomeno sottomarino, sorgenti di acqua calda e gas sgorgano dai fondali a breve distanza dalla costa, l’Isola di Panarea è divenuta molto importante dal punto di vista scientifico.
I ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sono impegnati ad un attento monitoraggio per evitare, sia pur minimo, il rischio all’incolumità ed alle attività degli abitanti.
Per questo motivo delicati e sofisticati strumenti vengono impegnati per misurare importanti parametri fisico-chimici delle acque (pH, Eh, temperatura, conducibilità elettrica). Decine di campioni vengono prelevati ciclicamente per essere poi studiati nei laboratori. Si analizzano elementi presenti con concentrazioni bassissime (poche parti per milione) per seguire l’evoluzione del sistema idrotermale al fine di prevederne il futuro comportamento e per comprenderne l’impatto sull’ecosistema marino.
Lo sforzo di decine di ricercatori può tuttavia essere vanificato da alcuni comportamenti superficiali di pochi che possono danneggiare molti. Chi inquina, compromette importanti ricerche in corso. Se i valori chimici delle acque vengono alterati per la presenza di sostanze estranee indotte artificialmente nell’ambiente i modelli predittivi ed evolutivi dei fenomeni in studio, che si basano sull’analisi della concentrazione di svariati elementi, possono non essere più attendibili con ovvie conseguenze. Ci si augura pertanto che tutti saranno estremamente attenti nel non gettare rifiuti di qualunque genere a mare.

Ci auguriamo che la sensibilità, che da sempre la gente dell’isola ha mostrato per il suo patrimonio naturale, continui ad alimentare il rispetto per l’ambiente e per la sua salvaguardia.


IL PRESIDENTE INGV

ENZO BOSCHI


C.S. del 30 luglio 2004


IONOSPHERIC PHYSICS AND APPLICATIONS: PRESENT AND FUTURE

Negli ultimi decenni lo studio della ionosfera, quel guscio più esterno e rarefatto di particelle che avvolge l’atmosfera terrestre è diventato importante non solo per le applicazioni tradizionali delle radiocomunicazioni scoperte fin dai tempi di Guglielmo Marconi, ma anche per i moderni sistemi di comunicazione satellitare e posizionamento globale.
Un altrettanto importante ruolo della ionosfera riguarda la moderna scienza del clima e la meteorologia in quanto sono state scoperte delle relazioni dirette fra questa parte periferica dell’atmosfera e la più bassa troposfera, che è la sede di quasi tutti i fenomeni metereologici.
Di tutto questo si parla a nel 24mo Corso di “Ionospheric Physics and Applications: Present and Future” che si svolge a Erice dal 24 al 29 settembre 2004.
Diretto da Bruno Zolesi, Direttore della Sezione Geomagnetismo ed Aeronomia dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), e da Ljiljana R. Cander, Senior Scientist Del Rutherford Appleton Laboratori di Oxford, il corso vede la partecipazione di sessanta ricercatori italiani e stranieri specializzati nelle varie discipline ionosferiche sia teoriche sia applicative. Fra i temi trattati gli effetti della ionosfera sulla navigazione satellitare, le relazioni tra vento solare e campo magnetico terrestre, la tomografia ionosferica e i nuovi studi sulla propagazione delle onde radio attraverso la ionosfera.


C.S. del 15 settembre 2004


MOSTRE
Terremoti
Attrazione fatale
La forza e la delicatezza del pianeta Terra
 

Manifattura Tabacchi
Genova Sestri Ponente
28 ottobre – 8 novembre
feriali 9.00 - 19.00
sabato e festivi 10.00 - 20.00
 
Due mostre parallele, progettate dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, propongono un viaggio dentro e un altro intorno al nostro pianeta. Tra video, macchine interattive e giochi scientifici, ogni tappa costituisce per il visitatore l’occasione di un’esperienza in prima persona volta alla scoperta delle misteriose forze che plasmano e proteggono il nostro pianeta.
Il primo itinerario si snoda attraverso una mostra-evento interattiva che racconta i progressi compiuti nello studio dei terremoti e nella prevenzione dei loro effetti coinvolgendo il pubblico in modo diretto e spettacolare. Entrare dentro la Terra, scatenare un terremoto, seguire in tempo reale, all’interno di una vera sala di sorveglianza sismica, i movimenti che scuotono la superficie terrestre: grazie a speciali exhibit anche di grandi dimensioni, il visitatore vive da protagonista non soltanto un’affascinante avventura scientifica, ma anche le emozioni legate a questo sconvolgente fenomeno naturale.
Il secondo itinerario racconta, invece, un fenomeno naturale in genere meno conosciuto, ma estremamente affascinante: il campo magnetico terrestre.
Per quasi tutti è concettualmente legato alla bussola, per qualcuno anche alle aurore polari, per molti animali migratori, invece, vuol dire ritrovare la strada di casa da un capo all’altro della Terra. Per gli scienziati, però, significa molto di più.
Debole e invisibile, in continuo mutamento, il campo magnetico terrestre è una delle manifestazioni della vita del nostro pianeta che ci parla del suo nocciolo più profondo come delle sue estreme diramazioni nello spazio.
Grazie a degli spettacolari exhibit il visitatore può capire la natura del magnetismo e prepararsi così alla scoperta del campo magnetico che avvolge e protegge il nostro pianeta.


C.S. del 22 ottobre 2004


Vulcanologi a confronto sul Vesuvio

Dal 4 al 6 ottobre prossimo, vulcanologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), esperti dell’Università di Napoli Federico II, dell’Università di Roma La Sapienza e di Tor Vergata, studiosi della Virginia Polytechnic and State University, Blacksburg, VA, USA, scienziati della U.S. Geological Survey, Reston, VA, USA, geologi del CNR ed esperti dell’Università di Bristol, UK e del Durham University, UK, dotti dell’American Museum Natural History, New York, USA, tutti a confronto nell’ambito di un workshop sui vulcani dell’area napoletana.
Al simposio che si terrà a palazzo Doria D’Angri a Napoli, verranno presentati gli ultimi risultati di studi di monitoraggio, piani di evacuazione e osservazioni ventennali sul Vesuvio e sul vulcanismo in Campania.
Interessante l’esposizione di De Natale, Troie, Mastrolorenzo e Pingue che esporranno i risultati di indagini geofisiche –vulcanologiche e di simulazioni fisiche e numeriche per la valutazione e mitigazione del rischio vulcanologico. I risultati sono stati ottenuti dalla elaborazione di dati ed osservazioni acquisiti in diversi decenni di monitoraggio continuo dei vulcani campani ad opera della sezione di Napoli dell’INGV
La presentazione di queste ricerche sarà preceduta da una relazione del Direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Giovanni Macedonio (INGV).


C.S. del 28 settembre 2004


Accordo Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia - Ministero Ambiente
Supporto scientifico all’ambiente e progetti mirati per prevenire le emergenze


Nell’ambito della politica adottata negli ultimi tempi dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, per un più effettivo coinvolgimento e coordinamento degli enti e delle istituzioni che possono contribuire alla realizzazione della sua missione istituzionale, il 14 ottobre scorso è stato sottoscritto dal Ministro Matteoli e dal Professor Boschi, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), un importante Accordo di collaborazione.
Si tratta di un strumento di raccordo tra le attività scientifiche dell’Istituto e gli obiettivi prioritari di tutela e risanamento ambientale perseguiti dal Ministero con il quale si vogliono conseguire due importanti obiettivi: fornire alle strutture tecniche del Ministero il necessario supporto di conoscenze scientifiche nella gestione tecnica delle problematiche riguardanti l’ambiente e, nel contempo, realizzare progetti specifici e mirati alla prevenzione ed al controllo delle criticità e delle potenziali emergenze che provengono dal territorio.
“L’accordo – spiega il Ministro Matteoli – riguarda una serie di tematismi molto articolatala che va dalla variabilità climatica alla oceanografia operativa, dal monitoraggio geotermico di zone soggette a gas hazard (Radon), alle investigazioni nel campo del “sequestro geologico” di gas serra, fino alle analisi geofisiche più strettamente legate a problemi della tutela del suolo, dell’aria e delle acque.

“Peraltro - conclude il Professor Boschi - la firma di questo Accordo è il logico proseguimento di un consolidato rapporto di collaborazione tra l’Istituto ed il Ministero, ed è per l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia un riconoscimento ed uno stimolo a perseguire e promuovere studi e ricerche geofisiche in campo ambientale”.


C.S. del 15 ottobre 2004


La Colonna Antonina bussola dei terremoti

La capitale d’Italia, non è di per se sismica, ma la colonna di Marco Aurelio ha la sfortuna di poggiare su una cinquantina di metri di antichi terreni alluvionali del Tevere che esaltano gli scuotimenti e la fanno oscillare molto di più che la colonna Traiana a Piazza Venezia, ed è proprio all’ombra di questi rilevamenti che le ricerche sul rischio simico nella città di Roma stanno ottenendo un nuovo impulso grazie alla stipula di una ‘convenzione quadro’ tra l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e l’Ufficio Extradipartimentale della Protezione Civile del Comune. <Ci proponiamo di incrementare il numero delle stazioni di registrazione dei terremoti all’interno della città e di migliorare l’informazione sulla struttura del sottosuolo –spiega il dottor Antonio Rovelli, dirigente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-. Attualmente esiste una banca dati che dispone di migliaia di stratigrafie e sondaggi geognostici, in prevalenza relativi al centro storico. Ora questo archivio dovrà essere ulteriormente sviluppato, includendo anche le informazioni relative al resto della città>.
Roma non è una città direttamente minacciata da faglie (fratture della crosta terrestre) attive che si sviluppano nel suo sottosuolo. Tuttavia i più forti terremoti che si scatenano nelle zone appenniniche, fino a circa 200 km di distanza, non solo nel Lazio, ma anche in Umbria e Abruzzo, possono arrivare fino alla Capitale, provocando danneggiamenti non trascurabili.
<Come si è potuto ricostruire, la distribuzione dei danni nella città durante questi terremoti è fortemente dipendente dalla vulnerabilità dell’edificato, cioè dal fatto che le costruzioni siano più o meno fatiscenti –prosegue Rovelli-. Emerge comunque che anche i caratteri fisici delle formazioni geologiche svolgono un ruolo importante. Nelle formazioni più recenti, dove i terreni sono meno consolidati e le onde sismiche viaggiano con velocità di propagazione più basse, il moto del suolo aumenta in ampiezza e in durata. Per questo motivo, la forza dello scuotimento durante i terremoti non ha un andamento uniforme all’interno della città, e neppure segue un ovvio criterio geometrico (ampiezze maggiori nella parte della città più vicina all’epicentro), ma si accentua in aree dove affiorano terreni con proprietà meccaniche più scadenti>.
Insomma non è esagerato parlare di un effetto di amplificazione del terremoto causato da terreni di riporto o incoerenti, come sono per loro natura, per esempio, quelli formatosi in seguito alle antiche alluvioni del Tevere. Studi effettuati su celebri monumenti della Roma imperiale, come il Colosseo e le Colonne di Traiano e di Marco Aurelio, confermano l’importanza di questi effetti. Ormai famoso è diventato il caso della Colonna di Marco Aurelio (detta anche Antonina) che sorge in Piazza Colonna di fronte a Palazzo Chigi, e che è costituita da una serie di tamburi di marmo sovrapposti, per un’altezza complessiva di 40 metri. Osservandone bene i bassorilievi, che celebrano le imprese dell’Imperatore romano morto nel 180 dopo Cristo, è facile notare che alcune figure sono sfasate a causa dei disallineamenti fra un tamburo e l’altro provocati dalle oscillazioni s ismiche. Lo stesso fenomeno non si riscontra nell’altra celebre e vicina colonna Traiana che sorge all’inizio di via della Conciliazione. La spiegazione di questa differenza sta nel fatto che la colonna di Marco Aurelio poggia su uno spessore di una sessantina di metri di terreni alluvionali che amplificano gli scuotimenti; mentre quella Traiana sta su sedimenti meno spessi e più stabili.
In epoca storica gli eventi che hanno prodotto i danni più significativi a Roma (fino al VII-VIII grado della scala Mercalli) sono stati quelli del 1349, i cui effetti sono anche descritti dal Petrarca, e quelli del 1703, entrambi con epicentro nell’Aquilano. Nel secolo scorso, i maggiori danni a Roma si sono avuti in occasione del terremoto del 1915 nella piana del Fucino che distrusse completamente Avezzano. In quella occasione a Roma l’intensità raggiunse il VI-VII grado della scala Mercalli, nonostante la distanza dall'epicentro fosse di oltre 80 km. I terremoti dei Colli Albani, invece, hanno sempre prodotto nella città di Roma intensità minori: la massima fu pari al VI grado durante il terremoto di Frascati del 1899.
<Utilizzando le informazioni acquisite finora e applicando opportuni modelli fisico-matematici –conclude il dottor Rovelli-, si è già in grado di riprodurre molti degli effetti osservati e effettuare la simulazione di scenari di scuotimento per potenziali terremoti futuri. I risultati di queste simulazioni consentono di visualizzare le formazioni geologiche dove avvengono le maggiori amplificazioni del moto del suolo, con una potente valenza predittiva per le vaste zone della città edificate nella seconda metà del XX secolo. Si tratta di un lavoro fondamentale per ricavare informazioni utili a promuovere e orientare iniziative di consolidamento e di prevenzione sismica>.

SONIA TOPAZIO


C.S. del 29 settembre 2004


Il manoscritto di Mallet: ERA IL 16 DICEMBRE DEL 1857

Il 18 dicembre prossimo la Certosa di Padula (SA), con i suoi meravigliosi pavimenti in ceramica di Vietri, le sue scagliole e frutteti ospiterà la presentazione dell'opera "Viaggio nelle aree del terremoto del 16 dicembre 1857. L'opera di Robert Mallet nel contesto scientifico e ambientale attuale del Vallo di Diano e della Val d'Agri" (2 voll.+dvdrom), a cura di Graziano Ferrari della SGA Storia Geofisica Ambiente di Bologna.
Robert Mallet (1810-1881), ingegnere irlandese, fu autore di uno straordinario diario scientifico, pubblicato nel 1862, resoconto della sua missione scientifica nelle aree del disastroso terremoto che devastò una vasta area della Basilicata e della Campania (Val d'Agri e Vallo di Diano) con oltre 11.000 morti.
"L'edizione da me curata" ci ha detto Graziano Ferrari - è il prodotto della prima fase di un progetto per la realizzazione di laboratori provinciali di educazione ambientale intitolati a Robert Mallet, avviato nel 2003 dalle due province. Una rara coincidenza di fattori giustificano la nostra attenzione allo studio di Mallet: si tratta del primo studio scientifico di un terremoto, documentato dal primo reportage fotografico di un terremoto al mondo e viene utilizzato da Mallet per la prima volta il termine sismologia per definire la scienza dei terremoti. L'attenzione di Mallet per i caratteri, ambientali, storici e culturali delle aree da lui visitate ci hanno offerto lo spunto per ripercorrere virtualmente nel dvdrom lo stesso viaggio, alla ricerca delle persistenze e dei cambiamenti in quanto osservato da Mallet. E' nostra convinzione che questo approccio originale alla divulgazione dei temi legati al terremoto possa contribuire a creare, soprattutto nelle nuove generazioni, una nuova cultura della sicurezza.
Il programma dell'incontro, patrocinato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e che durerà tutta la giornata (9:30-18) prevede un ricca serie di interventi da rappresentati delle istituzioni, del mondo della cultura e del mondo scientifico. A fare gli onori di casa i Presidenti delle due province di Salerno e Potenza Angelo Villani e Sabino Altobello, e i rispettivi Assessori all'ambiente Angelo Paladino e Roberto Falotico.
Al deputato europeo Alfonso Andria sono affidate le conclusioni dei lavori.

Per maggiori informazioni contattare lo studioso:
Graziano Ferrari
SGA Storia Geofisica Ambiente srl
Via Bellombra, 24/2
40136 Bologna - Italy
Tel. (+39) 051333282 Fax. (+39) 051332741
web: www.sga-storiageo.it


C.S. del 16 dicembre 2004


Vulcani: tutti tranquilli quelli italiani

Nei giorni 20-21-22 Dicembre 2004 si terrà a Napoli, nei locali presso l’aula Magna Partenope dell’Università Federico II il convegno che verterà sulla conclusione dei progetti del programma quadro Gruppo Nazionale Vulcanologia (GNV).
“ La stima quantitativa della pericolosità vulcanica è l’ingrediente scientifico principale per la programmazione di risposte efficienti volte alla mitigazione del rischio vulcanico su scale di tempo differenti. La stima a lungo termine permette il confronto di diversi tipi di pericolosità come la sismica, vulcanica, industriale, idrogeologica, etc.., fornendo quindi un’importante indicazione per la pianificazione territoriale, la stima su scale di tempo brevi è di estrema utilità per la gestione delle emergenze, come ad esempio per suggerire i tempi per eventuali evacuazioni della popolazione che vive nelle vicinanze del vulcano ” commenta Enzo Boschi, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in un suo intervento nella sessione dal titolo: Una prospettiva innovativa per la stima della pericolosità vulcanica, con applicazione al caso del Vesuvio.
“Negli ultimi anni sono aumentate le conoscenze che permettono di fare una valutazione della pericolosità” – continua Boschi, la situazione in Italia è comunque abbastanza tranquilla. 

C.S. del 20 dicembre 2004